Ansa
il caso
Colpevoli di sembrare colpevoli. Un processo lungo 34 anni
Condannato per un delitto commesso a Milano nel 1990, un uomo viene assolto nel 2024 dopo sei anni in custodia cautelare. Ma l'indennizzo per ingiusta detenzione gli viene negato
Un uruguaiano, condannato a ventitré anni in primo grado per un delitto commesso a Milano nel 1990, è stato assolto in appello nel 2024 dopo avere effettivamente trascorso sei anni in custodia cautelare. Per l’ingiusta detenzione ha richiesto un indennizzo, che tuttavia gli è stato negato in quanto (cito testualmente) “il suo comportamento gravemente colposo ha senz’altro contribuito a configurare un grave quadro indiziario […], dal quale desumere l’apparenza della fondatezza dell’accusa”; l’indennizzo viene infatti riconosciuto solo a chi non abbia, con “colpa grave”, indotto il giudice a un errore di valutazione. Se riesco a ben tradurre in italiano, significa che l’arresto era giustificato dal fatto che l’imputato fosse colpevole di sembrare colpevole. Certo, oggi un delitto che risale al 1990 sembra molto lontano nel tempo. Invece il periodo del Terrore, in cui bastava essere sospettati per venire condannati, sembra vicinissimo pur risalendo al 1793.