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bandiera bianca

Il cieco di Gerico dei giorni nostri (alla guida di un suv)

Antonio Gurrado

Un pakistano residente in Brainza è stato trovato al volante, benché quasi completamente non vedente. Lo stato lo prende per un falso invalido, ma fior di referti medici comprovano la sua quasi totale cecità. Assolto: non c'è alcuna truffa ai danni dello stato. Un perfetto modello di giustizia inclusiva

Vorrei chiamarlo Bartimeo, come il cieco di Gerico che – raccontano i Vangeli sinottici – supplicò insistentemente Gesù per riaverne la vista, ottenendo in cambio un miracolo e un congedo: “Va’, la tua fede ti ha salvato”. Questo Bartimeo postmoderno è un cieco di Monza che, pur percependo la pensione di invalidità civile, qualche tempo fa era stato sorpreso dalla guardia di finanza alla guida di un suv. Ciò che differenzia però il novello Bartimeo dalla pletora di furbetti che lucrano benefici ai danni dei bisognosi è che è veramente cieco, ciechissimo, non ci vede un accidente, stando a fior di referti medici; tant’è vero che il tribunale competente ha sancito che l’atto di guidare il suv senza vederci non costituisse alcuna truffa ai danni dello stato, ma configurasse soltanto un comportamento incosciente. Di conseguenza il Bartimeo dei nostri giorni è stato assolto: pazienza se è cieco, ciechissimo, se fior di referti medici comprovano che non ci vede un accidente pertanto sconsigliano, quanto meno, che si metta alla guida di un suv. Certo, la logica avrebbe voluto che anche guidare senza vederci costituisse motivo di condanna, anziché di assoluzione, ma la logica non è di questo mondo e così Bartimeo ha potuto impostare la linea di difesa sul proprio paradossale diritto a mettersi al volante anche senza vedere nulla; ha creduto ciecamente (pardon) a un perfetto modello di giustizia inclusiva. La sua fede lo ha salvato.

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