Foto Instagram / ilcinemino
bandiera bianca
Sciopero personale per un cinema chiuso
Una piccola sala associativa costretta a fermarsi dopo anni di attività, per via di norme troppo rigide e buon senso smarrito. La serrata del Cinemino a Milano rappredsenta un Italia nella quale, quando l’opinione pubblica annusa un’emergenza, c’è sempre qualche zelatore pronto a fucilare a caso qualcuno che non c’entra nulla
Voi non lo sapete, ma da tre settimane io sto scioperando: mi rifiuto di guardare film finché non riaprono il Cinemino, associazione e mio punto di riferimento a Porta Romana. Sciopero perché a fine gennaio è stata disposta la chiusura della piccola sala interrata per incerte ragioni di sicurezza, nonché per la presunta vendita di biglietti a membri che non avevano effettuato il tesseramento con almeno ventiquattr’ore di anticipo. E sciopero perché, pur avendo pagato ed essendo in regola, sono stato privato del privilegio di poter guardare un film al cinema in santa pace, senza venire circondato da masse insipienti. E sciopero perché un posto comodo e controllato, in cui una cinquantina di adulti sta seduta zitta e ferma, viene tutt’a un tratto equiparato a Le Constellation di Crans Montana, manco andassimo in platea brandendo fiaccole. E sciopero perché in Italia, quando l’opinione pubblica annusa un’emergenza, c’è sempre qualche zelatore pronto a fucilare a caso qualcuno che non c’entra nulla, pur di colpirne uno ed educarne cento. E sciopero perché reputo assurda una normativa per cui chi voglia fare parte di un club debba aspettare ventiquattr’ore dopo essersi iscritto per poterne fare parte, roba che troverebbe inconcepibile perfino Groucho Marx. E sciopero perché solo una popolazione priva di buon senso può ritenere normale che un cinema con annesso bar, dopo otto anni di attività, ora possa servire da bere ma non possa proiettare pellicole. E sciopero pur consapevole di avere torto, sapendo che la sala del Cinemino potrebbe non riaprire e io non guardare mai più nessun film (o forse cedere fra chissà quanto tempo e guardarne uno, per rassegnazione, per consolazione) perché la lettera della legge è quella e la lettera della legge è ottusa, non vuole sentire ragione soprattutto quando è ingiusta. Sciopero inutilmente, insomma, perché sono confinato in quella minoranza convinta che la legge debba essere fatta per l’uomo, non l’uomo per la legge.
Bandiera Bianca