bandiera bianca

Perché Trump avrebbe dovuto apprezzare lo show di Bad Bunny al Super Bowl

Antonio Gurrado

L’esibizione di Benito Antonio Martínez Ocasio scatena l’ira trumpiana. È stata un’occasione persa: se solo il tycoon avesse capito lo spagnolo, magari avrebbe apprezzato

Donald Trump dice che non si capisce un’acca quando parla Bad Bunny – al secolo, Benito Antonio Martínez Ocasio – e che, pertanto, lo show durante l’intervallo del Super Bowl di stanotte è stato il peggiore della storia. Che Trump abbia qualche difficoltà nella comprensione di cose anche semplici mi sembra abbastanza chiaro, così come che alla sua età possa non sapere che alcune app avevano messo a disposizione traduttori simultanei per le parti ispanofone dell’esibizione del rapper portoricano.

È stata un’occasione persa: se solo Trump avesse capito, magari avrebbe apprezzato. Anzitutto il Benito Antonio si è presentato proclamando il titolo della canzone “Hoy se bebe”, che esprime riguardo al didietro delle signore considerazioni che non dovrebbero dispiacere a un presidente noto per la smania di afferrarle dalle pudenda. Quindi il rapper ha ribadito il concetto elogiando l’atto di perrear sin miedo, sculettare senza timore, che sarebbe stato indubbiamente gradito al più celebre, benché oramai defunto, corrispondente di Trump. In seguito ha elencato a uno a uno i paesi dell’emisfero occidentale, dicendo che tutti insieme costituiscono l’America – spiazzante adesione alla dottrina Monroe, nonché musica per le orecchie di un presidente che attacca il Venezuela, vagheggia il Canada e vuole ribattezzare “golfo d’America” il golfo del Messico.

Poi, certo, Bad Bunny ha dedicato ben un secondo a strillare il consueto slogan contro l’Ice e ciò è stato sufficiente a renderlo un istantaneo eroe della resistenza anti-trumpiana: viviamo in tempi in cui basta davvero poco.

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