Jay Baruchel in una scena di "Facciamola finita", film del 2013 scritto e diretto da Evan Goldberg e Seth Rogen
bandiera bianca
L'unico vantaggio della scristianizzazione
La Bibbia torna un bestseller in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, due casi di società iper-secolarizzate che, quando il gioco si fa duro, decidono di tornare ai fondamentali e andare in libreria per comprare quel libro che la nostra cultura dà per scontato
La Bibbia torna un bestseller in Gran Bretagna, dove dati forniti dal Guardian testimoniano un ragguardevole incremento delle vendite annue, aumentate del 134 per cento dal 2019. La notizia fa il paio con quella data lo scorso anno dal Wall Street Journal, quando in America le copie vendute nello stesso lasso di tempo erano passate da nove a quattordici milioni. Noi italiani, che guardiamo da lontano la Bibbia col riverente sospetto che riserviamo a qualsiasi libro, potremmo restare indifferenti di fronte a questi dati, sia pure dottrinalmente significativi: in fondo, la Gran Bretagna è la nazione che più di ogni altra si è impegnata in un laicismo onnicomprensivo e talora ottuso, mentre gli Stati Uniti sono la prova provata della validità dell’assioma attribuito a Chesterton secondo cui, quando si smette di credere in Dio, si inizia a credere a qualsiasi cosa. Sono due casi differenti di società iper-secolarizzate che, in tempi come questi in cui il gioco si fa duro, decidono di tornare ai fondamentali e andare in libreria per comprare quel libro che la nostra cultura dà per scontato e tutt’al più conserva in una teca, passandolo di generazione in generazione. È forse l’unico vantaggio della scristianizzazione: se per pigrizia per o noia i cristiani tornano pagani, arriverà un momento in cui potranno finalmente venire evangelizzati.