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Bandiera Bianca
A Stoccarda succede che anche la messa di Natale si piega alle esigenze della regia
Nella scena della natività, un'attrice rantolava nella mangiatoia coperta da simil-placenta. La diocesi ha ammesso di aver modificato la liturgia proprio perché era trasmessa in tv. Da messa a messa-in-scena
La diocesi di Stoccarda si è scusata per una messa di Natale teletrasmessa in cui la scena della natività è stata mostrata in modo per così dire iperrealistico, ossia con l’accoccolarsi nella mangiatoia di un’attrice rantolante e coperta di simil-placenta. La scena è stata reputata di cattivo gusto dai più tradizionalisti, nonostante che il celebrante si affannasse a insistere su come il bambinello fosse venuto al mondo proprio in quelle condizioni: una persona presente e viva, indifesa e perturbante (anche se, probabilmente, stava facendo un po’ di confusione fra il Vangelo e “Stranger things”).
Il vero punto della questione, tuttavia, non è se la performance fosse conforme o meno alla dottrina cristiana, né se la crudezza della sacra rappresentazione fosse adatta alla nostra sensibilità non più intrisa di tremendismo medievale né di barocca morbosità. La domanda è: la messinscena si sarebbe verificata se la messa non fosse stata trasmessa in diretta tv? Sarebbe stata praticata a esclusivo beneficio delle persone presenti e vive, ma poche rispetto al novero dei telespettatori, sedute fra i banchi perché credevano che lì si celebrasse eucaristicamente il mistero della Natività? Ovvio, io non sono intitolato a rispondere. Lo è tuttavia la diocesi di Stoccarda, la quale ha candidamente ammesso che parti della liturgia sono state tagliate o modificate per esigenze di regia. In sostanza, l’intera messa è stata una messa-in-scena; e, di fronte a questo, cosa sarà mai qualche effetto speciale per tenere il pubblico incollato agli schermi?
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