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Bandiera bianca

Perché gli italiani sparano a Capodanno?

Antonio Gurrado

Conclusasi ormai da quasi due secoli la stagione delle lotte di indipendenza, in mancanza di un avversario, gli italiani sfogano il proprio malcontento attaccando l'unico nemico rimasto: sé stessi

Perché gli italiani (onorevoli o meno) sparano a Capodanno? Perché lanciano botti e tricche-tracche, freddano persone a caso a colpi di proiettili vaganti (Afragola), rovesciano automobili dando fuoco al motore (Molfetta), si tirano petardi prima di accoltellarsi (Cagliari), intraprendono sassaiole contro la polizia (Milano)?

Il nuovo anno porta sempre con sé un vago desiderio di cose nuove, e in latino res novae significa rivoluzione. L’anno più decisivo della storia d’Italia, quel 1848 in cui ci fu l’insurrezione collettiva della nostra coscienza nazionale, iniziò con una ribellione dei milanesi contro le angherie degli austriaci, e da lì sarebbero arrivate a breve le Cinque giornate e la Prima guerra d’indipendenza. Adesso però gli italiani non hanno più nessuno contro il quale ribellarsi, nulla da cui dichiararsi indipendenti. Ergo sublimano il proprio malcontento rifugiandosi in una rivoluzione astratta; non trovando più nessun austriaco da colpire, aprono il fuoco contro il nemico che da sempre si trascinano appresso – sé stessi.

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