Il selfie di Cleopatra realizzato da Duncan Thomsen usando MidJourney 

Bandiera Bianca

L'IA e il destino dei nostri selfie

Antonio Gurrado

Il regsita Duncan Thomsen riesce a ricostruire con l'intelligenza artificiale credibilissimi selfie di celebrità attorniate dal proprio entourage, da Cleopatra a Napoleone e Gesù. Una riflessione

Alle meraviglie dell’intelligenza artificiale aggiungerei anche quella che sta circolando da qualche giorno, a opera di un regista britannico: questo Duncan Thomsen, con un magheggio, riesce a ricostruire credibilissimi selfie di celebrità attorniate dal proprio entourage. C’è dunque Cleopatra smagliante mentre le si accalca attorno la servitù, con nani e ballerine; Napoleone in primissimo piano circondato da ufficiali e, sullo sfondo, la soldataglia; Gesù subito prima dell’ultima cena, coi dodici apostoli che sgomitano per entrare tutti nell’inquadratura.

  

  

In questo caso il valore aggiunto dell’intelligenza artificiale non sta tanto nella verosimiglianza degli scatti, a mio avviso, quanto nel dato di fatto che ci fa toccare con mano. Se infatti Cleopatra si fosse scattata giulivi selfie di corte, non avrebbe covato l’albagia che l’ha poi condotta a suicidarsi con l’aspide; se Napoleone avesse indugiato per eternarsi con l’esercito, gli austriaci lo avrebbero sbaragliato già a Cairo Montenotte; se Gesù, anziché spezzare il pane, avesse postato l’ultima cena su Instagram, Giuda avrebbe tratto sufficiente soddisfazione dai milioni di cuoricini e non avrebbe avuto bisogno dei trenta denari. Se dunque all’epoca ci fossero stati i selfie, Cleopatra, Napoleone e Gesù non sarebbero stati Cleopatra, Napoleone e Gesù: oggi guarderemmo quelle immagini domandandoci chi mai fossero quei tre ignoti deficienti. Questo per dire la sorte che attende i nostri selfie fra duecento o fra duemila anni.

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