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L'Agenzia, che tutte le feste si porta via

Antonio Gurrado

Come tutti gli anni, ecco la subdola imboscata natalizia con una raccomandata che arriva a metà mattina

Agenzia delle entrate, ti odio. Ogni anno attendi subdolamente che arrivino le feste per rovinarle con la richiesta di denaro in più oltre alle tasse già pagate. Invii la richiesta con una raccomandata che arriva a metà mattina, in un orario che presuppone che il destinatario sia uno sfaccendato, pur sapendo benissimo che se non lavorassi non avrei soldi per pagarti. Fai lasciare un avviso di giacenza che mi scarica l’incombenza di dover essere io ad andare a prendere la tua letterina sgradita. Mi comunichi che è necessario il versamento ulteriore di una cifra irrisoria, che non vale il tempo che ho perso ad andare in posta a recuperare la missiva. Ascrivi l’errore al mio commercialista ma lo fai con termini così confusi, in italiano stentato e con codici esoterici, tali da far passare ogni voglia di controllare se effettivamente ci sia stato un errore o se sia tu che arrotondi sotto le feste. Fai riferimento a debiti contratti due anni fa ma esigi il pagamento entro trenta giorni. Il tutto per cosa? Perché i miei soldi finiscano nella melma del reddito di cittadinanza di qualcuno che, non avendo niente da fare, può trascorrere tutte le mattine che vuole ad aspettare raccomandate?

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