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Hai mal di testa? Prova il Viagra

Nel Regno Unito la pillola blu diventa farmaco da banco e la scienza non potrà più interessarsi alla tua disfunzione erettile

27 Marzo 2018 alle 16:49

Hai mal di testa? Prova il Viagra

Da oggi, nel Regno Unito, il Viagra è farmaco da banco. Si azzarderanno infinite battute salaci sui maschi d’oltremanica (George Mikes diceva: “Tutti i popoli hanno una vita sessuale; gli inglesi hanno una borsa dell’acqua calda”) ma, gira e rigira, anche questa spigolatura è un ulteriore tassello nella trasformazione del nostro corpo da oggettivo a soggettivo. Il Viagra potrà essere richiesto dietro autodiagnosi, senza visita né prescrizione medica, rivolgendosi direttamente al farmacista in un angolo appartato del negozio; il farmacista potrà indagare sullo stato di salute del cliente e sulle medicine che assume abitualmente ma non dovrà porre domande sulla sua vita sessuale. Essa infatti pertiene alla sfera più privata dell’insindacabile autodeterminazione, in cui la scienza non deve più immischiarsi perché, con la sua pretesa di fungere da criterio oggettivo, lederebbe il diritto individuale a essere ciò che ci si sente. Sarà quindi tecnicamente possibile acquistare il Viagra non solo se si soffre di disfunzione erettile ma anche se si è convinti di essere impotenti, senza alcuna controprova; e, in nome della libertà, un farmacista non potrà opporsi all’utilizzo del Viagra come pasticca per farsi venire il mal di testa o, nei rari casi più fortunati, bruciori di stomaco, congestione nasale, alterazione della vista in blu.

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  • ilgimmi62@alice.it

    ilgimmi62

    28 Marzo 2018 - 09:09

    Caro Gurrado, i suoi articoli sono sempre assai arguti, interessanti e condivisibili. Questa volta, però, scivola sulla Scienza. La Scienza - che tanto piace ultimamente al Foglio - è un mondo; è vasta. Un po' come quelli che dicono Africa come fosse una sola cosa. La Fisica è oggettiva, la Biologia è oggettiva, la Medicina no. La medicina è un arte, l'arte medica, appunto. Perché se come lei giustamente scrive "consentire a uomini e donne di decidere se sono uomini o donne senza alcun vincolo rispetto al proprio corpo vuol dire abbandonare la simbologia per la libera interpretazione, senza considerare che il simbolo lega ed eleva, la libera interpretazione isola e inaridisce", ugualmente l'Uomo è soggetto. Ridurre l'essere umano, nell'ambito della salute ad oggetto, è una libera interpretazione che inaridisce ed isola. Provi a chiederlo a chi è malato. La Scienza, applicata alla medicina, deve mediare con l'umano, col soggetto e se non lo capite è un vero peccato. Cordialmente

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