Nicki Minaj ha ucciso l'erotismo
La cantante immortalata sulla copertina di Paper, in posa provocatoria, certifica che l’amore libero e trasgressivo reso accettabile in società punta alla totale eliminazione del proibito, del mistero, dell’altro
Non riesco a staccare gli occhi dalla copertina del nuovo numero di Paper e non per i motivi di cui facilmente mi taccerete – no, non perché riporta Nicki Minaj seduta a gambe larghe in topless mentre un’altra Nicki Minaj l’accarezza lascivamente nei pressi del copricapezzolo e una terza Nicki Minaj è già carponi con la lingua di fuori, non sto a indagarne lo scopo. Guardo e bisguardo la copertina del magazine newyorchese e, apprendendo dalla didascalia che gli accessori di una Minaj sono di Giorgio Armani, quelli della seconda signora Minaj sono di Yves Saint-Laurent e quelli della terza signora Minaj sono di Nene L.A. Shiro, mi accorgo che di fronte a me luccica un’eclatante epifania dei sentimenti attuali. Questo “Minaj à trois”, come recita il titolo, propone una posa espressamente pornografica ma pudicamente coperta in ogni centimetro quadro di pelle che possa risultare sensibile, come si confà a un’epoca che si vanta del libertinaggio ma teme che tutto possa diventare offensivo. Lo sconcio terzetto è in posa provocatoria (altre seguono nelle pagine interne) non con l’obiettivo di procurarsi piacere bensì di ostentare lusso, e facendosi ammirare in plastica apertura intende addomesticare quel po’ di lurido inconfessabile che può essere rimasto al nostro immaginario. Soprattutto, la copertina di Paper certifica che l’amore libero e trasgressivo reso accettabile in società punta alla totale e definitiva eliminazione del proibito, quindi del mistero, quindi dell’altro: e infatti la copertina mostra Nicki Minaj che accarezza Nicki Minaj leccata da Nicki Minaj in un vortice di autoerotismo senza più erotismo, solo solipsismo.
Bandiera Bianca
Se volete la pace, non leggete Kant
Bandiera Bianca