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Dopo la lunga attesa, la corsa alle unioni gay. Inciampi a parte

Al municipio di Bologna, dove si predilige l'esagerazione, oggi s'è celebrata direttamente la seconda unione civile: la prima era saltata avantieri per volontà della stessa coppia. L'ufficio stampa del comune aveva infatti sparso la notizia ai quattro venti, contrastando il desiderio di riservatezza delle due contraenti; costoro hanno dunque preferito rimandare.

3 Agosto 2016 alle 18:20

Dopo la lunga attesa, la corsa alle unioni gay. Inciampi a parte

Matrimoni gay in Campidoglio (foto LaPresse)

Dopo la lunga attesa dei decreti attuativi, in quest'agosto ogni giornale locale rivendica per il proprio circondario la prima unione civile d'Italia: Lugo e Reggio Emilia si disputano lo sprint al fotofinish mentre Castel San Pietro Terme, per andare sul sicuro, ne aveva celebrata una quando la Cirinnà non era ancora legge. Al municipio di Bologna, dove si predilige l'esagerazione, oggi s'è celebrata direttamente la seconda unione civile: la prima era saltata avantieri per volontà della stessa coppia. L'ufficio stampa del comune aveva infatti sparso la notizia ai quattro venti, contrastando il desiderio di riservatezza delle due contraenti; costoro hanno dunque preferito rimandare nella speranza che, in futuro, l'evento richiami meno attenzione mediatica e sindaci meno propensi a gare di velocità.

 

Le unioni civili esistono da tre giorni e già combinano guai, tanto che a rivendicare il loro carattere intrinsecamente privato sono insorte le associazioni Lgbt: una dirigente locale di Sel, attivista e avvocatessa, ha insistito sul fatto che chi vuole un'unione civile ha il diritto a non farla diventare una notizia, mentre il presidente dell'Arcigay di Bologna ha puntato sul rispetto della privacy e sul fatto che “chi vuole sposarsi non deve sentirsi parte in causa di una battaglia”. Secondo questa prospettiva, al netto dei cavilli, l'unione civile è un matrimonio come un altro, contratto da coppie normalissime (quella di oggi, ad esempio, è composta da una donna che è stata per otto anni con un uomo che le ha dato un figlio, e dalla sorella della donna con cui lo stesso uomo era stato in precedenza, dandole due figli); come tale, va trattata con completa parità. Per questo mi aspetto dunque che, se un domani decidessi di sposare una ragazza e poi comunicassi al prete un rinvio, in difesa delle mie scelte private insorgano associazioni cattoliche, si esprimano dirigenti di partito e si scatenino lobby etero, così da non farmi sentire parte in causa di una battaglia.

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