"Diventa gay anche tu" (ma non mettere un nero in lavatrice)

Antonio Gurrado
Il web si scandalizza per la pubblicità di un detersivo cinese nella quale una bella cinese infila in lavatrice un ragazzone nero, il quale esce dal lavaggio cinese anch'egli. Ma non fa altrettanto per quella sarda del gay pride nella quale un bambino scompare e riappare con boa di piume di struzzo e movenze effeminate dopo avere visto un gruppuscolo di militanti lgbt.

Chissà se è più vicina la Cina o la Sardegna. Nel remoto oriente un video mostra una bella cinese che infila in lavatrice un ragazzone nero, il quale esce dal lavaggio visibilmente impallidito ossia cinese anch'egli. È la pubblicità di un detersivo. Il web si è scandalizzato (il web si scandalizza sempre) mentre i produttori hanno sostenuto di non avere presente lo spot, perché le strategie di marketing sono per il volgo ma ciò che conta è il guadagno che se ne ricava.

 

Nell'attigua isola, invece, un video mostra un bambino che scompare in una nuvola rosa e riappare con boa di piume di struzzo e movenze effeminate dopo avere visto un gruppuscolo di militanti lgbt, che vanno da un signorina con girandola a un travone dall'incedere militaresco e linguacciuto.

 

 

 

È la pubblicità del gay pride di Cagliari, il cui slogan dichiara che prendervi parte ci renderà persone migliori. Il web non si è scandalizzato (il web non si scandalizza mai) mentre io ho riflettuto che hanno ragione i produttori del detersivo: le strategie di marketing sono per il volgo ma ciò che conta è il guadagno che se ne ricava. C'è chi lava più bianco e chi lava arcobaleno. Per la prima volta Sardegna e Cina mi sono parse equidistanti.

Di più su questi argomenti: