Permettono di osservare la realtà aumentata fotografandola, analizzandola, magari integrandola con l’AI e chissà quali altre diavolerie, ma alla fine sono degli occhiali a raggi X che tacitamente promettono zozzerie su più vasta scala, tali che la donnina dagli abiti trasparenti retroceda a innocuo passatempo per l’infanzia dell’umanità