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bandiera bianca •
Per fortuna che l'Italia non ha il suo Bismarck
Siegmund ha trionfato in Sassonia-Anhalt con il suo slogan inneggiante all'Ottocento. Ma il rischio che venga imitato anche dalla destra nazionalista nostrana non sembra così alto

Foto LaPresse
L’ormai celebre slogan di Ulrich Siegmund, “meno Hitler, più Bismarck”, oltre a essere ottimo per un’epoca che ascolta le parole senza fare troppo caso al senso, sotto sotto significa anche “meno Novecento, più Ottocento”. Significa insomma, in altri termini, meno ideologie astratte, meno piani su scala globale, meno conflitti ad ampio spettro e più nazionalismo spiccio, più politiche muscolari, più redenzione territoriale mirata. Mi domando tuttavia quale slogan potrebbe ricalcare in Italia quello fortunatissimo del leader sassone di Alternative für Deutschland. Su “meno Mussolini” direi che siamo tutti d’accordo, o almeno dovremmo, tanto i nostalgici che vogliono camuffarsi più o meno abilmente, quanto gli antifascisti talmente travolti dall’antifascismo da non riuscire a individuare nessun altro punto programmatico comune – e, spesso, nessun altro punto programmatico e basta.
Meno Mussolini, va bene, ma più cosa? Più Rattazzi? Lo sconsiglio, sotto di lui gli italiani si spararono contro per la prima volta dall’unificazione, con la guerriglia in Aspromonte fra esercito e garibaldini. Più Minghetti? Non direi, firmò una convenzione in cui rinunciava alla pretesa che Roma, pur formalmente riconosciuta capitale, appartenesse al territorio italiano. Più La Marmora? Per carità, si alleò con la Prussia e sappiamo che a lungo termine non ci portò bene. Più Ricasoli? Mosse in armi contro il Veneto. Più Menabrea? Macché, sotto di lui ci fu una delle sconfitte militari più umilianti nella penisola, quella di Mentana. Più Lanza? Dipende se vogliamo nuovamente minacciare l’incolumità del Papa. Più Depretis, allora? Mi sembra che con istruzione obbligatoria e suffragio universale abbiamo già ecceduto. Più Cairoli? Ciao, con la politica delle mani nette non peseremmo nulla a livello internazionale. Più Crispi? Così invadiamo di nuovo l’Africa e perdiamo. Più Rudinì? Sotto il quale però il generale Bava Beccaris fece sparare a vista sui milanesi. Più Pelloux? Allora elimineremmo la libertà di stampa e di associazione. E basta, l’Ottocento italiano è finito. L’unica alternativa credibile sarebbe “Meno Mussolini, più Cavour”: ma Cavour non governò mai davvero l’Italia, poiché morì un paio di mesi dopo l’unificazione – forse morì apposta perché la trovava ingovernabile. Già un secolo fa, quando AfD era ancora di là da venire, Wilamowitz metteva in guardia i tedeschi “dal Bismarck che è dentro di noi”. Con gli italiani invece si può stare tranquilli; sembra che dentro di noi non ci sia nessuno di significativo.