Caro Bonaccini, l'ignoranza non ha tessera di partito

Chi vota a destra non ha studiato abbastanza, dice il presidente del Pd. Chi vota a sinistra magari ha studiato, ma non ha capito gran che. Del resto l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, mica sullo studio

31 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 13:05
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Foto ANSA

Stefano Bonaccini non ha torto quando dice che chi vota a destra ha studiato poco; omette tuttavia di aggiungere che chi vota a sinistra ha studiato altrettanto poco, forse un po’ meno poco, ma comunque poco. È difatti l’Italia una nazione in cui si studia poco e la cui politica – con annesse politiche, non conta il colore – è fondata sullo studiare poco. Del resto, siamo una repubblica fondata sul lavoro, non sullo studio, quindi cosa pretendiamo?
Così come chi lavora onora le fondamenta costituzionali lavorando il meno possibile, a maggior ragione chi studia cerca di non studiare, confondendo lo studio col titolo di studio, e dando vita a una nazione di diplomati e laureati triennali, laureati quinquennali e laureati col master in questa o in quella balzana disciplina, una nazione in cui si laureano tutti senza che la cultura media avanzi e in cui, per giunta, ci si lamenta che i laureati siano pochi dando adito a politiche – e la politica, non conta il colore, si adegua volentieri – finalizzate a facilitare sempre più il conseguimento di titoli di studio, che a breve verranno lanciati a pioggia come volantini. Una nazione in cui chi vota a destra non ha studiato abbastanza, e chi vota a sinistra magari ha studiato senza capire gran che, è una nazione condannata alla dittatura di una maggioranza insipiente e ottusa, da cui ci si può salvare solamente studiando: studiare molto, studiare davvero, studiare finché non si capisce che lo studio non è democratico perché il popolo è sempre irredimibile e chi comanda è sempre oppressivo; studiare fino a che non spariscono destra e sinistra e ci si accorge che il verbo “studiare” è il contrario di “votare”.