Se vi siete dimenticati del gioielliere Roggero, almeno non dimenticatevi di Locke

Un mese fa si chiedeva la grazia per l’uomo che uccise due rapinatori che gli svaligiavano il negozio. Poi sono arrivate le vacanze. Ma prima di riprendere la battaglia conviene rileggere il padre del liberalismo: la libertà comincia quando rinunciamo a farci giustizia da soli

4 SET 26
Ultimo aggiornamento: 12:58
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Guardate che vi siete dimenticati in carcere il gioielliere di Cuneo reo dell’uccisione di due rapinatori. Un mese fa era tutto un invocare la grazia riconoscendogli la legittima difesa, poi siete andati in vacanza e fra un mojito e l’altro dev’esservi passato di mente. Capita. Spero però che sotto l’ombrellone ne abbiate approfittato per leggere John Locke, il quale diceva che in stato di natura, prima della creazione di una benché rudimentale comunità politica, gli uomini dispongono di quattro diritti: alla vita, alla proprietà, alla libertà e a farsi giustizia da soli. Nel momento in cui si accorgono che la situazione è rischiosa e l’equilibrio precario, perché magari da un nonnulla può divampare una faida che può far venire meno tutti questi diritti fondamentali, decidono allora di creare uno Stato a cui cederne soltanto uno, cioè quello a farsi giustizia da soli: in tal modo si garantiscono il pacifico godimento della vita, della proprietà e della libertà. Se invece si insiste per farsi fa giustizia da soli, alla lunga addio libertà, addio proprietà e probabilmente addio vita. Io capisco che ci teniate alla libertà del gioielliere, che dalla sua ha varie attenuanti; meglio però che approfittiate della vostra dimenticanza estiva e lasciate perdere la grazia per chi si fa giustizia da solo, se, oltre alla sua libertà, ci tenete anche alla vostra.