Povera, povera Susan Sarandon

L'attrice americana lamenta le conseguenze professionali del suo sostegno alla Palestina. A parte un film ogni quattro mesi e la sfilata sul red carpet di Venezia, a quanto pare non la fa lavorare più nessuno

9 SET 26
Ultimo aggiornamento: 13:23
Immagine di Povera, povera Susan Sarandon

(Foto Ansa)

Povera, povera Susan Sarandon, che ha lamentato di aver perso chissà quante scritture a causa del suo dichiarato sostegno alla Palestina. Povera, povera Susan Sarandon, una delle attrici più talentuose al mondo, boicottata al punto da vedersi ridotta a rilasciare questa dichiarazione da uno dei luoghi più negletti della terra, il red carpet della Mostra internazionale del cinema di Venezia. Povera, povera Susan Sarandon, vittima di una (cito) “struttura di potere” che l’ha totalmente emarginata a partire dall’attentato del 7 ottobre, consentendole negli ultimi tre anni di partecipare a soli sette film (“The Gutter”, “Gracie and Pedro”, “The Fabulous Four”, “The Six Triple Eight”, “Nonnas”, “The Accompanist”, “The Echo Chamber”), più altri due in preparazione. Povera, povera Susan Sarandon, che immagino rimasta a baloccarsi chissà come nel tanto tempo libero che le rimane da quando, a parte un film ogni quattro mesi, non la fa lavorare più nessuno. Povera, povera Susan Sarandon: chissà cosa le sarebbe successo se, oltre che contro Israele, avesse detto anche qualcosa contro Hamas.