Inflazione a Venezia: tra vaporetti e alloggi è un furto!

È davvero finito il tempo del woke: anche alla Mostra del cinema sono sbarcati i temi economici. E, mentre iniziano le polemiche, le sale segnano il tutto esaurito

2 SET 26
Ultimo aggiornamento: 06:41
Immagine di Inflazione a Venezia: tra vaporetti e alloggi è un furto!

Foto ANSA

Dove eravamo rimasti. Un anno fa, quando al termine della premiazione finale il presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, aveva annunciato che la 83esima Mostra internazionale d’Arte cinematografica si sarebbe tenuta dal 2 al 12 settembre 2026, in sala era scoppiato il panico: “Ma è tardi!”, “ricominciano le scuole!”, “devo tornare in ufficio!”, “cielo, mio marito!”. Le premesse erano che quest’anno non ci sarebbe stato nessuno qui al Lido; invece eccoci tutti in fila per ritirare gli accrediti, come ogni anno. E in fila, si sa, ci si lamenta; non tanto della fila in sé, che in questo caso scorre, né del caldo, visto che a Venezia in questi giorni è ventilato; qui al Lido ci si lamenta dei costi. E’ davvero finito il tempo del woke: anche alla Mostra di Venezia sono sbarcati i temi economici. Del resto l’inflazione al Lido è il quadruplo che nel resto d’Italia, quest’anno l’accredito non dà nemmeno accesso gratuito ai vaporetti o ai mezzi di terra, tocca pagarsi un abbonamento (benché scontato); e il trasporto pubblico a Venezia costa caro, quasi quanto l’alloggio. C’è chi dorme a Mestre, chi in campeggio, chi si dà al vagabondaggio; chi dorme al Lido in appartamento e lo fa con altre otto persone, per dividersi le spese fra coinquilini.
La questione economica è a monte: non ci sono film dei grandi studios hollywoodiani quest’anno alla Mostra come nemmeno c’erano a Cannes, molti dicono perché gli studios non vogliono più andare incontro alle stroncature dei critici nei festival (il cinema è l’unica categoria al mondo ad avere ancora paura dei giornalisti); ma la verità è che persino gli studios sono in crisi: è notizia di quest’estate che il seguito di “Barbie” non si farà perché attori e regista vogliono troppi soldi. Ci manca solo che Margot Robbie e Ryan Gosling facciano un appello contro i tagli alla cultura come due attori italiani qualunque. Alla fine la maggior parte delle persone che è qui al Lido ci sta di tasca propria: per molti è un investimento, per altri una fregatura, ma per moltissimi è una passione, un appuntamento imprescindibile. Ovvio che qui c’è chi viene per essere visto (ormai è più la gente sul red carpet che fuori a chiedergli un selfie), ma la maggior parte delle persone è qui solo per vedere, e non la gente di cui sopra, ma i film. Veniamo dal miglior luglio cinematografico di sempre, in Italia l’Odissea di Nolan e il nuovo film di “Spiderman” hanno portato milioni di persone in sala, e altrettanti milioni di euro nelle casse; e non solo per l’aria condizionata. La gente vuole andare al cinema, e il rischio è che in sala non ci sia posto per tutti: sul sito delle prenotazioni la maggior parte dei film non è più disponibile dal minuto uno, io stesso non ho trovato posto a più della metà delle proiezioni a cui volevo assistere, mi toccherà mettermi a refreshare il sito in cerca di biglietti last minute come un ludopatico alle slot in cerca del tris di fragole. Il programma della Mostra anche quest’anno è ricco, ma come sempre alla vigilia pesano più le assenze che le presenze. Ma soprattutto non c’è l’Odissea di Elon Musk, quella che il trilliardario aveva annunciato avrebbe realizzato interamente con l’AI in risposta al film di Nolan. Però c’è un documentario su Musk, sempre che Elon non lo boicotti sferrando un attacco drone sul Lido. Speriamo che qui le sale, oltre all’aria condizionata, abbiano anche i rifugi antiaereo.