L'eclissi solare di venerdì a Roma (foto LaPresse)

Sole di Mezzanotte

Alessandro Giuli
Il Sole nero è un misterioso deliquio che oggi tanto affascina come un tempo suscitava sgomento. Nella sua raccolta Sui prodigi, l’autore tardo antico Giulio Ossequente inserisce un’eclissi solare nel numero delle cose inquietanti avvenute in Italia nell’anno 648 dalla fondazione di Roma.

Il Sole nero è un misterioso deliquio che oggi tanto affascina come un tempo suscitava sgomento. Nella sua raccolta Sui prodigi, l’autore tardo antico Giulio Ossequente inserisce un’eclissi solare nel numero delle cose inquietanti avvenute in Italia nell’anno 648 dalla fondazione di Roma: a Rimini un cane si mise a parlare come fosse umano, nell’Urbe un olmo abbattuto dal vento si drizzò in piedi da sé, piovvero latte in Lucania e sangue a Luni, nel Piceno furono avvistati tre Soli, nel territorio di Tarquinia sgorgarono fiotti di sangue dalla terra. E poi, appunto, l’eclissi. Di regola a questi prodigi seguivano consultazioni febbrili nei collegi sacerdotali e si procedeva con riti espiatori, suppliche, purificazioni pubbliche. Se qualcosa, o qualcuno, aveva segnalato un sopraggiunto disordine, l’ordine andava presto ristabilito.

 

Sbaglieremmo a pensare che nel mondo dei padri prevalessero soltanto superstizioni popolari, e se mai non si trattava certo di credenze più fatue di quelle che i moderni ripongono nella loro tecnologia (immaginatevi una settimana senza corrente elettrica, poi ne riparliamo). Così, quel momento che i superficiali ieri definivano “uno spettacolo da godere col naso all’insù” altri l’hanno vissuto con più pensosa compostezza, memori di presagi che provengono dall’inesausto serbatoio del cosmo. La parola eclissi viene dal verbo greco ekléipein che esprime l’idea d’un improvviso mancamento, una sincope del sovrano fra gli astri celesti. Nell’orgoglio del Sole, raggiante e pieno d’ardore per sua forza interna, l’oscuramento è qualcosa di oltraggioso e in noi genera timore. Ma questo in effetti non è il punto di vista del Sole, è il punto di vista dell’uomo! Il Sole, semplicemente, se ne sta racchiuso nella sua potente e calma regalità, siamo noi terrestri ad avere bisogno che la sua luce non venga disturbata, così come ci occorre il buio per un riposo completo; ma saremmo più onesti se non avessimo deciso di colonizzare la notte con i nostri neon un po’ spettrali. Ecco allora che ci avviciniamo al punto. Forse non tutte le intrusioni lunari portano sventura. Dovendo far mia la lezione degli antichi, direi che l’eclissi è una messaggera inattesa e giunge qui per ricordarci qualcosa: nel nostro essere profondo dorme una stella potente che si risveglia al tramonto, la chiamiamo Sole di Mezzanotte e ci guida nei sogni prima che il nostro ego lunare (l’attività mentale diurna) prenda il sopravvento all’alba, quando sorge il Sole celeste. L’eclissi, per qualche minuto, inverte questa polarità, risveglia il Sole di Mezzanotte, assopisce il flusso dei pensieri e ri-accorda quel formidabile strumento musicale che è il nostro cuore (cor, cordis). E fuori di noi? Veniamo da giorni d’intense tempeste solari, la luna s’è incaricata di mitigarne la forza. Oggi la primavera subentra trionfale col Sole in Ariete: il bicorne Pan, signore della natura, vive.

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