Perché le nuove tecnologie emergeranno dalla crisi ucraina

Alberto Brambilla

Con l'economia a picco si salverà solo l'Information technology (con un aiutino americano). Le aziende di Kiev o a Lviv, vicino al confine polacco, che stanno sviluppando velivoli senza pilota (droni), applicazioni innovative in campo sia civile sia militare e software per strutture pubbliche (ospedali) o private (intrattenimento).

Una devastante combinazione di guerra e svalutazione monetaria sta spingendo l'Ucraina sull'orlo dell'insolvenza. Il debito pubblico è pari al prodotto interno lordo, in crescita del quaranta per cento rispetto a un anno fa quando è cominciato il conflitto con le truppe irregolari filorusse nella regione orientale del paese.

 

Il Fondo monetario internazionale considera il rapporto debito pil eccessivo per un paese emergente, che dovrà pagare 27 miliardi di interessi sulle emissioni nei prossimi tre anni, e sta studiando un piano di ristrutturazione, oltre alla concessione di prestiti, per risollevare il paese dal collasso.

 

L'agricoltura e la siderurgia sono la principale fonte di introiti da esportazioni. Entrambe le industrie si sono sviluppate in modo "spintaneo" ai tempi dell'Unione sovietica e dovrebbero modernizzarsi per competere, cosa resa complicata dal conflitto intestino in corso.

 

[**Video_box_2**]I settori che potranno emergere con successo da una situazione economica critica si concentrano in un nucleo di società tecnologiche, dell'Information technology, con base a Kiev o a Lviv, vicino al confine polacco, che stanno sviluppando velivoli senza pilota (droni), applicazioni innovative in campo sia civile sia militare (protezione delle comunicazioni, decrittazione di dati) oppure software per strutture pubbliche (ospedali) o private (intrattenimento).

 

Quella delle nuove tecnologie è l'industria a più rapida espansione, cresce a un ritmo del 30 per cento annuo, secondo Roman Sudolsky ricercatore di Kiev citato da Bloomberg. Ogni anno i ricavi da esportazioni ammontano a 1,5-2 miliardi di dollari e derivano soprattutto dagli ordini di società americane come General Electric, Ibm e Cisco Systems con cui quelle ucraine sono particolarmente connesse perché a loro sono stati affidati programmi di sviluppo in outsourcing.

Di più su questi argomenti:
  • Alberto Brambilla
  • Nato a Milano il 27 settembre 1985, ha iniziato a scrivere vent'anni dopo durante gli studi di Scienze politiche. Smettere è impensabile. Una parentesi di libri, arte e politica locale con i primi post online. Poi, la passione per l'economia e gli intrecci - non sempre scontati - con la società, al limite della "freak economy". Prima di diventare praticante al Foglio nell'autunno 2012, dopo una collaborazione durata due anni, ha lavorato con Class Cnbc, Il Riformista, l'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI) e il settimanale d'inchiesta L'Espresso. Ha vinto il premio giornalistico State Street Institutional Press Awards 2013 come giornalista dell'anno nella categoria "giovani talenti" con un'inchiesta sul Monte dei Paschi di Siena.