La rivincita dei libri nerd

Giulia Pompili

Si credono tutti Actarus e vogliono diventare Goldrake. Hanno prenotato un treno, ferma alla stazione di Lucca. “Vaaa, distruggi il male e va! Invincibile sei perché Actarus c’è”. Hanno preso le ferie in anticipo, non hanno dormito per giorni facendo preparativi e programmi, scelto il loro vestito, coordinato i personaggi del gruppo. E poi trucco & parrucco, sprezzo del ridicolo e interpretazione da Actor Studio. Benvenuti a Lucca Comics, fiera del fumetto, dell’animazione del gaming e… del travestimento!

Si credono tutti Actarus e vogliono diventare Goldrake. Hanno prenotato un treno, ferma alla stazione di Lucca. “Vaaa, distruggi il male e va! Invincibile sei perché Actarus c’è”. Hanno preso le ferie in anticipo, non hanno dormito per giorni facendo preparativi e programmi, scelto il loro vestito, coordinato i personaggi del gruppo. E poi trucco & parrucco, sprezzo del ridicolo e interpretazione da Actor Studio. Benvenuti a Lucca Comics, fiera del fumetto, dell’animazione del gaming e… del travestimento!

 

Non abbiamo più sedici anni, pensa l’amico o il cugino noioso che da una quindicina d’anni non si traveste neppure per le feste di carnevale e si vede tirato per la giacca: “Dai, andiamo a Lucca? Io faccio Naruto e tu il buon Sasuke. E se facessi Desmond di Assassin’s Creed? Forse possiamo essere Luigi e Mario!”. Ognuno di noi ha un cugino o un amico che va al Lucca comics travestito come un cretino. Ah, non si chiama travestimento, è il cosplay. E non si va al Lucca comics vestiti come a carnevale, ognuno come gli pare. Ci sono regole. Cosplay (kosupure) è un fenomeno giapponese che significa, letteralmente, travestirsi da un personaggio riconoscibile. Niente Arlecchini, in sostanza, ma Capitan Harlock, Super Mario, Arale e Warcraft.

 

Il Lucca comics è la seconda più grande fiera del mondo del settore, la prima è il Comiket di Tokyo. Dal 1993, anno della prima edizione, il pubblico è aumentato costantemente (tanto che quest’anno ci saranno due edizioni). Al Lucca comics del 2014 hanno partecipato 240 mila persone (biglietto-munite per le aree a pagamento). Un mini Expo dell’immaginario.

 

Chi frequenta il Lucca comics? Che siate travestiti o meno, cosplayer, curiosi, appassionati o giocatori di XBox, siete comunque dei nerd. E una cosa è certa: nessuno muove il mercato come il nerd. La parolina inglese, secondo la vulgata, definirebbe in teoria i “maniaci della tecnologia”. Che sarà anche vero, ma forse oggi sarebbe più preciso parlare di geek per gli ossessionati dagli aggeggi con la mela morsicata. I nerd, invece, hanno smesso di avere un’identità generazionale, e oggi vanno dai quindici ai cinquant’anni. Non sono più il ragazzo che non esce mai di casa, si lava poco e indossa occhiali da vista con la montatura spessa. Sorvoliamo sul fatto che l’industria del videogame, come volume d’affari, ha da tempo superato quella del cinema (93 miliardi di dollari nel 2013, previsti 111 miliardi dollari entro il 2015, tra giochi online, pc, tablet, console etc). Per chi conosce (o si riconosce) nel fenomeno, in queste righe probabilmente non troverà niente di nuovo, ma una cosa va detta con chiarezza: per capire davvero il fenomeno non basta non basta farsi un giro al Lucca comics. Bisogna andare in libreria.

 

La Fanucci editore, storica casa editrice romana, sin dalla sua fondazione punta su ciò che oggi si definisce genericamente “nerd”. Ma ora lo esplicita, facendo ritornare in libreria quello che chiama “il meglio della letteratura nerd”, ovvero “Il messia di Dune” e il Necronomicon. Il primo è un romanzo di fantascienza classico, secondo della saga di “Dune” scritta da Frank Herbert alla fine degli anni Sessanta da cui David Lynch nel 1984 trasse il famoso film. Il secondo, il Necronomicon, è il libro di magia nera intorno al quale vive il mondo parallelo creato dal genio di Howard Phillips Lovecraft. Autori e opere considerati dei classici della letteratura moderna, che il frequentatore medio del Lucca comics – ma non solo lui, diciamolo – ha letto, studiato, o addirittura conosce a memoria. Fanucci è poi l’editore esclusivo di un altro dei feticci del mondo nerd, Philip K. Dick, precursore del cyberpunk e idolo di una sottocultura tutt’altro che pop. E’ la letteratura del futuro, il regno dell’utopia, della distopia e dell’ucronia. Dell’uomo e del robot, della storia e dei suoi “se” interrotti. Dick è traspirazione e ispirazione di immaginario. ll “Cacciatore di androidi” ispirò il film “Blade runner”, “La svastica sul sole” è un romanzo in cui Dick immagina come sarebbe andata la Seconda guerra mondiale l’avessero vinta i nazisti e i giapponesi. Brividi.

 

Film. E fumetti. L’Italia è il quarto mercato per fumettistica dopo Giappone, America e Francia. I fumetti da noi hanno una tradizione radicata, riscoperta solo recentemente dal mondo accademico e letterario - forse perché i nerd, ormai, sono cresciuti, e sono arrivati dappertutto. Gipi (Gianni Pacinotti, 51 anni, fumettista e illustratore di Pisa) quest’anno è stato escluso dalla cinquina del Premio Strega solo all’ultimo momento. Zerocalcare (alias Michele Rech, 31 anni) vende libri a rotta di collo, che non sono solo fumetti, ma graphic novel, romanzi, opere d’arte. Merito pure della BAO publishing, editrice nata nel 2010 a Milano, che si occupa di fumetti e ha già in catalogo parecchi successi.

 

I fumetti, in questo momento, sono il serbatoio delle idee. A Hollywood lo sanno, Marvell praticamente non inventa più storie, ma controlla le produzioni altrui sui suoi personaggi. E lo sa anche chi scrive e dirige le serie tv: molti successi in onda oggi su Sky Atlantic sono fumetti (“The Walking Dead”) o hanno continui riferimenti a graphic novel (“True Detective”). Se le serie tv sono cinema, allora i fumetti sono letteratura. C’è solo una differenza. Mentre voi di fronte al camino leggete Romeo e Giulietta con whisky, al vostro fianco compare un cugino vestito da zombie di The Walking Dead che vi domanda: “Come ti sembra questo vestito? Devo andare al Lucca comics”. Con calma, posate il bicchiere, studiate la sagoma a voi stranamente imparentata e rispondete con flemma british: “Ma non correre, mai. Non vorrei ti scambiassero per uno zombie di Max Brooks*”.

*Nel libro di Max Brooks “World War Z” gli zombie sono veloci, e molto forti. Nel fumetto di Robert Kirkman, invece, i non-morti sono notoriamente lenti e fiacchi

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  • Giulia Pompili
  • È nata il 4 luglio. Giornalista del Foglio dal 2010, si occupa delle vicende che attraversano l’Asia orientale, soprattutto di Giappone e Coree, e scrive periodicamente anche di Cina e dei suoi rapporti con il resto del mondo. Ha una newsletter settimanale che si chiama “Katane”, ed è in libreria con "Sotto lo stesso cielo" (Mondadori). È terzo dan di kendo.