Andrea Guerra, ex ad di Luxottica (Foto Lapresse)

Luxottica cambia: via Guerra. Al suo posto doppio ad, uno è Cavatorta

Redazione

Buonuscita di 10 milioni all'ex membro della governance dell'azienda. Al fondatore Del Vecchio le deleghe operative.

Nuovo assetto di governance per Luxottica dopo l'uscita di scena dell'ad Andrea Guerra annunciata oggi: sarà basato su un 'co-ceo model', con due amministratori delegati, il primo focalizzato sui mercati e il secondo dedicato alle funzioni corporate. Enrico Cavatorta, attuale direttore generale del Gruppo, è stato nominato ad delle funzioni corporate e, pro tempore, dei mercati, in attesa della nomina del secondo amministratore delegato, che è in via di definizione. Le Operations, guidate da Massimo Vian, riporteranno temporaneamente al presidente Leonardo Del Vecchio.

 

"Ringrazio Andrea Guerra per il contributo che negli anni ha dato alla crescita di Luxottica", sono state le parole con le quali il fondatore dell'azienda, Leonardo Del Vecchio, accompagna l'uscita di Guerra dal gruppo. "A conclusione di questo decennale percorso"- ha aggiunto Del Vecchio - "l'azienda oggi è pronta ad affrontare una nuova fase della sua storia grazie ad un team manageriale di grande esperienza e valore: la fase che si apre oggi vedrà il gruppo sempre fortemente focalizzato su crescita e redditività, pronto a cogliere le opportunità e ad affrontare le sfide del mercato".

 

A Guerra è stato corrisposto per il suo addio al gruppo un compenso complessivo di 45 milioni tra buonuscita, patto di non concorrenza ed esercizio di stock option. Secondo un comunicato diramato da Luxottica, l'incentivo all'esodo è quantificato in 10 milioni lordi, a cui si aggiunge la somma lorda di 592.294 a fronte della   rinuncia di Guerra ad azioni legali nei confronti del gruppo. Oltre a questo è previsto un patto di non concorrenza di 800mila euro lordi. E' stata inoltre concordata la vendita delle 813.500 azioni Luxottica già di titolarità di Guerra all'azionista di riferimento della società in quanto rivenienti dal precedente esercizio di piani di incentivazione a un prezzo di 41,5 euro per azione per un controvalore di 33,7 milioni.

 

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