Un aereo militare tedesco viene caricato di aiuti umanitari diretti al nord dell'Iraq (Foto Ap)

Nuovi raid americani in Iraq. Ma il massacro degli yazidi continua

Redazione

Il Pentagono ha riferito che caccia e droni americani hanno distrutto diverse postazioni dello Stato islamico vicino a Irbil. I jihadisti hanno ucciso 500 uomini nel villaggio di Kojo.

Il Pentagono ha riferito che caccia e droni americani hanno condotto ulteriori raid contro i jihadisti dello Stato islamico vicino a Irbil e alla diga di Mosul. Gli attacchi aerei americani contro sono stati nove e sono stati distrutti o danneggiati quattro vettori blindati, sette veicoli armati e due Humvees. La diga di Mosul, al più grande del paese, è caduta in mano ai jihadisti e le forze curde stanno cercando di riconquistarla con l'aiuto americano. Il Pentagono ha ribadito che i raid sono limitati a sostenere gli sforzi per gli aiuti umanitari e a proteggere il personale americano nel paese.

 

Ieri, intanto, lo Stato islamico ha perpetrato un'altra strage ai danni degli yazidi, una delle minoranze stanziate del nord dell'Iraq. Almeno 81 uomini sono stati uccisi e 180 donne rapite vicino alla città di Sinjar, secondo fonti locali. E mentre l'aviazione americana intensifica i suoi raid sulle postazioni dei jihadisti dall'Italia arrivano i primi voli umanitari per i soccorsi ai profughi.

 

Fonti informate nella provincia di Ninive hanno spiegato che il massacro è stato compiuto nel villaggio di Kojo, dove si è ripetuto uno scenario già conosciuto da quando, il 3 agosto scorso, lo Stato islamico ha conquistato Sinjar e i territori circostanti, culla degli yazidi. Le donne rapite, secondo i testimoni, sono state portate verso una località sconosciuta. Una sorte dunque simile a quella di altre centinaia di loro correligionarie sequestrate nei giorni precedenti, che si temano siano ridotte allo stato di schiave sessuali. Secondo fonti del governo di Baghdad, già prima del massacro di Kojo si era avuta notizia di almeno 500 Yazidi uccisi, mentre 300 donne erano state rapite. L'aviazione americana continua a colpire le postazioni jihadiste con incursioni che, secondo fonti della televisione panaraba al Jazeera, sono "le più pesanti" dall'inizio dell'intervento, l'8 agosto. Fonti curde riferiscono di un attacco compiuto da aerei contro le postazioni dello Stato islamico che controllano la strategica diga di Mosul.

 

Successivamente i Peshmerga curdi hanno lanciato un'offensiva di terra prendendo "il controllo del lato est della diga", ha detto all'Afp il generale curdo Abdel Rahman Korini. Mentre il ministero della Difesa di Baghdad sostiene che una colonna di 30 blindati delloStati islamico è stata distrutta. Sul piano internazionale, ieri il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha approvato all'unanimita' una risoluzione con misure che dovrebbero ostacolare i finanziamenti e le forniture di armi allo Stato islamico. Ma intanto anche Hadi al Bahara, il presidente della Coalizione nazionale siriana dell'opposizione in esilio, ha rivolto un appello alla comunità internazionale, "soprattutto gli Usa", perché sostengano l'Esercito libero siriano contro le milizie dello Stato islamico in Siria come fanno con i curdi in Iraq.

 

Drammatica rimane la situazione di decine di migliaia di profughi, tra cui molti cristiani che si sono riversati nella regione autonoma del Kurdistan. "Non dimentichiamo il grido dei cristiani e di ogni popolazione perseguitata in Iraq", ha twittato papa Francesco da Seul. In mattinata e' arrivato nella capitale curda Erbil il primo dei sei voli umanitari predisposti dall'Italia. L'ambasciata a Baghdad ha fatto sapere che l'operazione, coordinata dai ministeri degli Esteri e della Difesa, prevede il trasporto di 50 tonnellate di acqua e cibo, 200 tende e 400 sacchi a pelo.

 

Il ministro degli Esteri italiano, Federica Mogherini, dopo il Consiglio dei ministri degli Esteri dell'Unione europea tenuto a Ferragosto, ha sottolineato che per armare i curdi iracheni "è necessario il passaggio parlamentare". Ma il viceministro Lapo Pistelli ha assicurato che le forniture italiane ai curdi, "per quello che saranno, non arriveranno tardi". "Abbiamo uno strumento che è il decreto missioni", ha aggiunto Pistelli, e quindi il passaggio parlamentare "potrebbe anche avvenire, se uno vuole, a posteriori, quindi a fine agosto". Le commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato sono state convocate per il 20 agosto. 

 

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