Mezzi italiani impegnati in Afghanistan (LaPresse/Marco Alpozzi )

L'altro successo di Renzi in Kazakhstan riguarda i nostri militari in Afghanistan

Giulia Pompili

Il premier è volato ad Astana per concludere un piano per agevolare il transito delle nostre truppe

Alla vigilia dell’arrivo del presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, in Kazakhstan, la Camera bassa del Parlamento kazako ha approvato il transito dei militari italiani di  rientro dalla missione in Afghanistan sul proprio territorio. L’assemblea ha ratificato l’accordo del 19 febbraio del 2013 tra il governo di Astana e quello italiano. Ora il disegno di legge sarà trasmesso al Senato kazako, riporta Tengrinews. Aerei, treni e truppe italiane passeranno quindi attraverso il corridoio kazaco predisposto per le truppe dell’International Security Assistance Force. Nel rientro a casa dall’Afghanistan, i militari italiani rimasti affronteranno un percorso meno pericoloso, meno lungo e soprattutto meno costoso – attualmente il ministero della Difesa ha un budget di 187 milioni di euro per il 2014 per il rientro delle truppe.

 

L'accordo preliminare sul transito attraverso il territorio kazako era stato firmato lo scorso anno dall’allora ministro della Difesa italiano, Giampaolo Di Paola, e il suo omologo Adilbek Dzhaksybekov. Ma a luglio il caso Shalabayeva e il mancato viaggio ad Astana dell’allora sottosegretario alla Difesa Roberta Pinotti sembravano predire un annullamento dell’accordo. Domani ad Astana è atteso l’incontro tra il presidente Nursultan Nazarbayev e Matteo Renzi, il primo dopo il caso Shalabayeva [per approfondire: Che cosa ci fa Renzi in Kazakhstan su Formiche e anche Mr. Renzi va in Kazakistan sul Giornale].

 

Il Kazakhstan ha già ratificato trattati simili con Gran Bretagna, Francia e Spagna. Per il transito dei militari inglesi attraverso il suo territorio Astana riceverà ogni anno tra i 300 e i 400 mila dollari.

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  • Giulia Pompili
  • È nata il 4 luglio. Giornalista del Foglio dal 2010, si occupa delle vicende che attraversano l’Asia orientale, soprattutto di Giappone e Coree, e scrive periodicamente anche di Cina e dei suoi rapporti con il resto del mondo. Ha una newsletter settimanale che si chiama “Katane”, ed è in libreria con "Sotto lo stesso cielo" (Mondadori). È terzo dan di kendo.