Il garantismo non è un gargarismo

Redazione

Il principio da cui partiamo è sempre quello. Ovvero, delle due l’una: o la smettete di rubare o la smettete di arrestare. Ma dietro al principio c’è anche una questione di merito, e di metodo, ed è una questione importante che riguarda il caso Mose, la richiesta di arresto dell’ex governatore del Veneto, Giancarlo Galan, gli arresti domiciliari del sindaco di Venezia, Giuseppe Orsoni e sulla quale, forse, dovrebbe riflettere anche il presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

    Il principio da cui partiamo è sempre quello. Ovvero, delle due l’una: o la smettete di rubare o la smettete di arrestare. Ma dietro al principio c’è anche una questione di merito, e di metodo, ed è una questione importante che riguarda il caso Mose, la richiesta di arresto dell’ex governatore del Veneto, Giancarlo Galan, gli arresti domiciliari del sindaco di Venezia, Giuseppe Orsoni e sulla quale, forse, dovrebbe riflettere anche il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Per carità: brandire la spada della tolleranza zero di fronte a ogni fenomeno di corruzione è legittimo, sacrosanto. E anche dal punto di vista comunicativo è un’ottima trovata accusare di “alto tradimento” i politici corrotti. Alto tradimento sì, caro Renzi, ma Corte marziale no. Vanno bene le formule del tweet a effetto ma un garantista come il presidente del Consiglio dovrebbe dedicare qualche istante del suo tempo non solo al tema della corruzione ma anche a un altro tema che fino a qualche tempo fa sembrava centrale nella sua agenda politica: la carcerazione preventiva, con i suoi abusi, i suoi orrori, e la presunzione di innocenza. Giovedì sera, in un brillante confronto con una ragazza ospite della trasmissione “AnnoUno” di Giulia Innocenzi, Marco Travaglio ha detto con molta eleganza che “La presunzione di innocenza è un gargarismo che non c’entra nulla con quello di cui stiamo parlando”. Un gargarismo. Preso atto che per Travaglio la presunzione di innocenza vale solo per il suo amico Massimo Ciancimino, siccome Renzi non è Travaglio e, si spera, non è un clone di Grillo e, si spera, non è [**Video_box_2**]una brutta copia del senatore grillino Giarrusso, quello del “ci vorrebbe la ghigliottina per i corrotti”, bisognerebbe ricordarsi, quando per esempio si parla di carcerazione preventiva, che occorrono prudenza, equilibrio, misura, controllo, e che qualche volta vale la pena perdere uno 0,1 nei sondaggi ma non perdere credibilità. Giusto rispettare l’azione della magistratura ma sarebbe stato giusto anche ricordare che sarebbe bene non abusare della carcerazione preventiva, sarebbe bene valutare con un po’ di libertà di coscienza se è vero che vi era un imminente pericolo di fuga dell’indagato (indagato, non condannato), se è vero che vi era un imminente rischio di inquinamento di prove per un presunto reato (presunto, non commesso, presunto) avvenuto un anno fa, se è vero che ci fosse un imminente rischio di reiterazione del reato. Un po’ più di presunto e un po’ meno di Grillo. Il tutto poi succede in un mese, come giugno, che non è un mese come gli altri. Renzi, entro questo mese, ha promesso che presenterà la riforma della giustizia. E sarebbe un peccato mortale che lo stesso Renzi che fino a qualche mese fa dedicava le sue Leopolda ai casi di giustizia ingiusta, come quelli che hanno colpito “Silvio”, inteso come Silvio Scaglia, si facesse improvvisamente dettare l’agenda dalla paranoia a cinque stelle. Non sarà così, non è vero presidente?