cerca

Monti all'attacco

A pochi giorni dall’intervista rilasciata allo Spiegel, il premier Mario Monti torna a parlare della situazione politica ed economica italiana non risparmiando qualche affondo ai suoi predecessori.
Monti affida alle colonne del Wall Street Journal le sue parole in un’intervista di un mese fa pubblicata dal quotidiano americano solo oggi: “Se il precedente governo fosse ancora in carica, ora lo spread italiano sarebbe a 1200 o qualcosa di simile”.

Leggi Come iniziare a rialzarsi le mutande di Guliano Ferrara - Leggi Scuotiamoci di Antonio Pilati - Leggi Dove un articolo dimostra che siamo circondati da cretini di Giualino Ferrara - Leggi Ora anche il Fmi falsifica la diagnosi (nazionalista) di Berlino sulla crisi di Marco Valerio Lo Prete - Leggi Di una sovranità limitata di Giuliano Ferrara

7 Agosto 2012 alle 16:12

Monti all'attacco

A pochi giorni dall’intervista rilasciata allo Spiegel, il premier Mario Monti torna a parlare della situazione politica ed economica italiana non risparmiando qualche affondo ai suoi predecessori.
Monti affida alle colonne del Wall Street Journal le sue parole in un’intervista di un mese fa pubblicata dal quotidiano americano solo oggi: “Se il precedente governo fosse ancora in carica, ora lo spread italiano sarebbe a 1200 o qualcosa di simile”.

La replica del Pdl non si è fatta attendere. Prima nei toni, con il capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto, che ha definito le parole del premier “una provocazione inutile e stupida” invitandolo ad “avere una maggiore sobrietà nelle sue interviste ai giornali esteri”, e infine nei fatti, votando contro un emendamento presente nel decreto sulla spending review riguardante la sicurezza. “Lo abbiamo fatto apposta per protesta contro le parole di Monti su Berlusconi. Ha detto una sacrosanta sciocchezza e noi abbiamo voluto dare un segnale”, ha detto fuori dell’aula il tesoriere del Pdl, Pietro Loffranco.

Duro il commento del vicepresidente dei deputati Pdl, Osvaldo Napoli, che ha definito Monti come il “profeta delle cose che non furono e non sono”, cos’ come quello di Daniela Santanché, per la quale “la misura è ormai colma e sarei prontissima ad andare al voto”. Ricorre ai numeri invece Renato Brunetta, ricordando come il governo Berlusconi abbia varato “manovre per 265 miliardi, rispetto ai 65 del governo Monti, e che l’unica riforma che l’esecutivo tecnico” sia stata “l’ultimo miglio di quella delle pensioni, con la polpetta avvelenata degli esodati, mentre quella del lavoro è stata giudicata male sia dagli investitori sia dalla stampa anglosassone”.

Il Wsj, commentando l’operato del Presidente del consiglio italiano, lo aveva definito “un’anomalia in Europa: un leader non eletto chiamato a realizzare impopolari cambiamenti nei cui confronti i politici del paese erano riluttanti”, definendo la natura di Monti “più tedesca che italiana”. Il premier, nel proseguo dell’intervista, si è augurato che con il suo operato “possa aiutare gli italiani a modificare la loro mentalità” senza per questo voler “sostituire la mentalità degli italiani con quella dei tedeschi”, sottolineando però come alcuni dei comportamenti italiani “come per esempio la solidarietà spinta sino a livello di collusione” siano alla base di problemi “come l’evasione fiscale, che il mio governo sta combattendo con impegno e strumenti senza precedenti”.

Leggi Come iniziare a rialzarsi le mutande di Guliano Ferrara - Leggi Scuotiamoci di Antonio Pilati - Leggi Dove un articolo dimostra che siamo circondati da cretini di Giualino Ferrara - Leggi Ora anche il Fmi falsifica la diagnosi (nazionalista) di Berlino sulla crisi di Marco Valerio Lo Prete - Leggi Di una sovranità limitata di Giuliano Ferrara

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi