Dubbi e un processo da avviare

Vaticano come Agatha Christie. Il corvo è il maggiordomo

Paolo Rodari

 

Secondo fonti del Foglio le indagini del Vaticano volte a scoprire il nome del “corvo” che avrebbe diramato fuori dall’appartamento papale i documenti e le lettere riservate del Papa e del suo segretario Georg Gänswein è Paolo Gabriele, “aiutante di camera” della Famiglia pontificia.

     

     

    Sembra un giallo di Agatha Christie ma non lo è. Il colpevole è il maggiordomo. O meglio, il cameriere. Il cameriere del Papa. Secondo fonti del Foglio le indagini del Vaticano volte a scoprire il nome del “corvo” che avrebbe diramato fuori dall’appartamento papale i documenti e le lettere riservate del Papa e del suo segretario Georg Gänswein è Paolo Gabriele, “aiutante di camera” della Famiglia pontificia. I cardinali Julian Herranz, Josef Tomko e Salvatore De Giorgi hanno stretto il cerchio attorno a lui, insospettiti principalmente del fatto che molti leaks usciti dal Vaticano sono lettere riservate del Papa. L'uomo, fermato, è ora a disposizione del promotore di giustizia vaticano, Nicola Picardi. Dopo Gotti Tedeschi, Gabriele è il secondo laico a entrare nel novero dei sospettati, seppure nei suoi confronti debba ancora essere avviato un processo interno. Secondo molti esponenti autorevoli del Vaticano è “inverosimile” poter attribuire tutte le colpe di Vatileaks a lui. Uomo di fede, devoto di santa Faustina Kowalska, secondo molti egli sarebbe vittima della volontà del Vaticano di trovare in tempi brevi un colpevole di una carenza di governance che non sa gestire. Insomma, un capro espiatorio in mancanza di meglio.