España matada

Redazione

La decisione delle cortes catalane, che con 68 voti favorevoli e 55 contrari hanno abolito le corride sul territorio “nazionale” della Catalogna ha suscitato un enorme scalpore in tutta la Spagna. Le motivazioni animaliste addotte non sono state prese sul serio da nessuno, mentre è apparsa prevalente l'intenzione di praticare uno strappo simbolico con la tradizione spagnola.

    La decisione delle cortes catalane, che con 68 voti favorevoli e 55 contrari hanno abolito le corride sul territorio “nazionale” della Catalogna ha suscitato un enorme scalpore in tutta la Spagna. Le motivazioni animaliste addotte non sono state prese sul serio da nessuno, mentre è apparsa prevalente l'intenzione di praticare uno strappo simbolico con la tradizione spagnola. Per la verità già le Canarie, dieci anni fa, avevano abolito la fiesta de toros, ma l'argomento era stato l'effetto subito dai tori per il trasferimento dal continente alle isole.

    Curiosamente, però, gli animalisti delle Canarie continuano a consentire il sanguinoso combattimento dei galli. La decisione catalana comunque ha un peso anche politico assai più rilevante, viene letta dal resto della Spagna come una sorta di eccezione culturale, il che preoccupa anche il presidente della generalitat catalana, il socialista José Montilla che ha votato contro la proibizione perché crede nella libertà, come ha dichiarato polemicamente. D'altra parte la tesi che i catalani non sono interessati alle corride, che sarebbero affollate solo di turisti stranieri, è indirettamente smentita dal grande successo che invece le corride riscontrano, negli ultimi anni, nelle province francesi di lingua catalana.

    Proibire il toro, che è anche il simbolo della Spagna, assume un significato dirompente, in una situazione già assai tesa a causa della bocciatura (in realtà solo una limatura formale) da parte del Tribunale costituzionale di alcuni articoli dello Statuto di autonomia che si è verificata un mese fa. Le elezioni catalane convocate per l'autunno spingono i partiti ad accentuare il nazionalismo, il che finisce col rafforzare le tendenze separatistiche, che in realtà sono osteggiate da tutta la classe dirigente. Proibire le corride, così come la proiezione dei film non doppiati in catalano, produrrà molto presto il sentimento di una restrizione delle libertà, avrà un costo per i catalani e provocherà un irrigidimento degli altri cittadini di uno stato avviato alla disgregazione.