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Clooney contro Tremonti

“Chiunque abbia inventato qualcosa è stato seduto su quella sedia e dopo questo discorso ha cambiato la propria vita”. Ryan Bingham è un esperto tagliatore di teste interpretato da Gorge Clooney nel film “Up in the air”. Lavora per la società che si occupa di licenziare i dipendenti di altre aziende, così viaggia da una parte all’altra dell’America senza mai fermarsi, congedando increduli lavoratori in pochi minuti.

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20 Ottobre 2009 alle 15:58

“Chiunque abbia inventato qualcosa è stato seduto su quella sedia e dopo questo discorso ha cambiato la propria vita”. Ryan Bingham è un esperto tagliatore di teste interpretato da Gorge Clooney nel film “Up in the air”. Lavora per la società che si occupa di licenziare i dipendenti di altre aziende, così viaggia da una parte all’altra dell’America senza mai fermarsi, congedando increduli lavoratori in pochi minuti. L’uomo venuto da chissà dove si presenta, annuncia che “la posizione non è più disponibile” e consegna un depliant informativo standardizzato. Perché, spiega Bingham, le aziende preferiscono delegare il momento del licenziamento, non si sa cometa gente possa reagire e il suo compito consiste nel limitare i danni il più possibile: offrendo una cospicua buonuscita, l’assistenza sanitaria per qualche mese e la garanzia di un “Ci faremo vivi noi” anche se sa benissimo che non lo rivedranno più.

Davanti a Bingham si siedono uomini e donne di tutte le età, che vedono cambiare la loro vita in pochi minuti. Quello che lui è capace di trasmettere in più – e la giovane praticante che gli viene affiancata non riesce allo stesso modo ad uguagliare – è la prospettiva del futuro. Perché quando delinea le varie alternative possibili da quel momento in poi, dimostra come il posto di lavoro fino ad allora mantenuto con caparbietà abbia fatto mettere da parte sogni e speranze che possono essere rievocate per causa di forza maggiore.
“Faccio aprire gli occhi”, dice a un padre di famiglia che gli chiede aiuto. Il personaggio interpretato da Clooney non rincuora, ma propone una “rinascita”, prova a dare una speranza ancora, un’ipotetica nuova vita. Se in un curriculum scorge un corso di cucina francese, forse la persona che ha appena perso il suo lavoro potrebbe prendere di nuovo in mano quel sogno giovanile, accantonato da tempo. E’ la mobilità, la perdita del posto fisso. Solo un imput in realtà e non tutti i disoccupati potrebbero reagire nel modo migliore, ma di sicuro senza quel cambiamento forzato molti non avrebbero avuto il coraggio di rivoluzionare la propria vita.

Si possono avere le razioni più disparate di fronte alla mancanza improvvisa del proprio lavoro: c’è chi si chiede cosa farà dal giorno dopo, chi mostra le foto dei proprio figli nel tentativo di commuovere l’interlocutore, chi si chiede come pagherà il mutuo, chi annuncia il suicidio. In modo cinico e freddo, Bingham risolve il tutto con raziocinio e poche parole.“Si prenda la giornata libera, raduni le sue cose” dice al neolicenziato con fermezza. “E riconsegni il suo badge”, senza dimenticare la promessa di un nuovo domani.

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Marianna Venturini

Di nascita cesenate e ravennate per crescita, rivendica una milanesità innata ma non spiegata dai geni familiari. Lo stesso vale per la passionaccia politica che l’ha portata fino alla redazione del Foglio. E' stata recensitrice teatrale, redattrice televisiva, biografa casuale e cronista d'opposizione in terra romagnola. Architetto mancata e bocconiana malriuscita si definisce contorta e garantista. Vive grandi passioni, grandi amori e grandi odi. Difficile non accorgersi di quali siano le sue preferenze. Non c’è tempo per i grigi: tutti le scelte sono estreme. La sua stella polare è un ex radicale dal quale, se potesse, non si separerebbe mai.

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