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La bufala del secolo cinese

"Buonasera a tutti, scusate il ritardo”, ha detto il nuovo segretario del Partito comunista cinese, Xi Jinping, presentando alla stampa i sette membri del Comitato permanente che governeranno la Cina per il prossimo quinquennio. Disinvolto, sorridente, lontano dai rigidi schemi cui per decenni ci hanno abituato i leader ingessati à la Jiang Zemin e à la Hu Jintao. Poco spazio alla retorica ufficiale, molta sobrietà, tanti i buoni propositi: risolvere “i problemi interni al Partito”, far conoscere di più la Cina al mondo e far sì che la Cina sappia di più sul mondo che la circonda, favorire il benessere del popolo.

16 NOV 2012

La Cina mette Mao in bottiglia

Servire il popolo, wei renmin fuwu, disse Mao Tse Tung nel 1944 commemorando la morte di Zhang Side, eroe della rivoluzione (che nel ’44 non era comunque ancora compiuta). Uno slogan così forte e immediato da diventare in breve tempo il simbolo di una stagione, tanto da finire scolpito a lettere dorate all’ingresso della residenza pechinese del segretario generale del Partito comunista. Leggi Cina, la settimana decisiva di Shibada di The Tank

12 NOV 2012

Fit to print

I funzionari del Partito comunista cinese, quelli della vecchia guardia cresciuti nel mito di Mao, guardano con sospetto al proliferare di blog, microblog, social network. Sono terrorizzati da questa nuova moda, non finirà per travolgere il palazzo, per portare ancora più problemi dei tanti che già ci sono? Tollerano di più i tabloid, ultima frontiera di un’osmosi occidentale sempre più forte. C’è un motivo: dei tabloid come li intendiamo noi, quelli cinesi hanno solo il formato e poco altro. Niente a che fare con il Sun e le sue signorine nude a pagina tre. Leggi Cina a doppio taglio di Alberto Brambilla

08 NOV 2012

La Cina avrà un presidente chic e d'apparato

Non basta essere sposato con la popolarissima cantante folk Peng Liyuan, essere amico del vicepresidente americano Joe Biden e aver viaggiato molto nel mondo per diventare la grande speranza riformista della Cina del Terzo millennio. Xi Jinping, prossimo presidente della Repubblica popolare (salvo colpi di scena dell’ultima ora sempre possibili), è un uomo dell’apparato, prudente e che conosce alla perfezione la macchina del Partito comunista che domani celebrerà il suo diciottesimo Congresso.

07 NOV 2012

Arriva il 18° Congresso

Chi è il liberista cinese che entrerà nel Comitato centrale del Politburo

Il prossimo 8 novembre, in una Pechino addobbata con striscioni inneggianti all’armonia sociale e gigantesche composizioni floreali – ma blindata per il timore di “azioni sovversive” (sarà impossibile comprare persino i coltelli da cucina) – migliaia di delegati delle più remote province del paese confluiranno nella capitale per tracciare la rotta politica, economica e sociale del prossimo decennio. Si devono rinnovare le cariche istituzionali, dal Politburo al Comitato centrale, il vero organo di governo della Repubblica popolare.

05 NOV 2012

Nate Silver è la star dei sondaggisti con il mandato di rassicuratore-in-chief degli obamiani

Tutti i sondaggisti dicono che le elezioni presidenziali di martedì prossimo sono incerte, che la vittoria si deciderà per una manciata di voti in pochi e selezionati stati. I grandi network vivisezionano le mappe dell’Ohio per capire se peserà di più il voto degli operai del settore automobilistico di Toledo o di quelli del carbone delle aree orientali. Studi sofisticati spiegano che per indovinare chi andrà alla Casa Bianca per i prossimi quattro anni basta tenere d’occhio tre contee dello stato, cartina di tornasole degli umori della nazione. C’è un uomo, però, che non è d’accordo.

01 NOV 2012

La Cina tifa Romney

L’analista del governo cinese ci dice: “Per noi è meglio Romney”

La Cina si augura che Mitt Romney diventi presidente degli Stati Uniti, che il 6 novembre sconfigga Barack Obama e che decida subito di cambiare rotta nei rapporti con Pechino. E’ l’auspicio di cui si fa portavoce Dingli Shen, direttore del Centro per gli studi americani alla Fudan University di Shanghai e studioso dei rapporti bilaterali tra i due paesi. La scorsa settimana, in un saggio pubblicato su Foreign Policy, scriveva che “un presidente repubblicano a Washington sarebbe la scelta migliore per la Cina”.

23 OTT 2012

L’America sta meglio o peggio di quattro anni fa? Ecco i numeri

“Cari americani, state meglio ora rispetto a quattro anni fa?”, chiedeva Ronald Reagan nelle battute finali del dibattito con l’allora presidente in carica Jimmy Carter a pochi giorni dalle elezioni che l’avrebbero portato alla Casa Bianca, nel 1980. Opinionisti, analisti, esperti di comunicazione e politici di lungo corso concordarono: quella domanda, secca e chiara, contribuì a far cambiare il vento, a proiettare Reagan verso la presidenza. Leggi Hillary scagiona Obama The Tank - Leggi E’ l’ora del terzo debate e Mitt studia tutte le vie per aggirare l’Ohio di Mattia Ferraresi

16 OTT 2012

Dopo Bengasi, ora Obama manda in Libia l’uomo dei droni

Un mese dopo la promessa al popolo americano di farla pagare agli assassini dell’ambasciatore Chris Stevens, ucciso l’11 settembre scorso nelle stanze del consolato americano di Bengasi assieme ad altri tre membri della missione di Washington, Barack Obama ha mandato ieri in Libia il fidato John Brennan, l’ascoltatissimo capo dell’antiterrorismo autore delle speciali liste in cui vengono elencati gli obiettivi da colpire con i droni. Il compito affidato a Brennan è delicato: uscire dallo stallo, fare ordine e chiarire innanzitutto chi avrà la responsabilità di perseguire penalmente i responsabili dell’assalto alla sede diplomatica di Bengasi. Leggi La Right Nation ha bisogno di un totem, che non è Romney di Stefano Pistolini

10 OTT 2012

Dopo le cannonate di Assad

Erdogan non vuole la guerra contro la Siria (ma contro i curdi sì)

Ecco, Ankara raggiunge il punto di ebollizione contro Damasco dopo l’attacco siriano che mercoledì pomeriggio ha causato la morte di cinque civili nel villaggio turco di Akcakale – vittime, una madre con i suoi tre bambini e un’altra donna. Per gran parte della giornata di ieri, i colpi d’artiglieria dell’esercito turco hanno colpito le postazioni siriane oltreconfine, mentre ad Ankara il Parlamento autorizzava  il governo a intraprendere “ogni tipo di azione militare” in terra straniera per proteggere la sovranità nazionale.

04 OTT 2012
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