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Fino a un certo Ior

Come tutti gli uffici, anche lo Ior è necessario. Ma fino a un certo punto. Per la prima volta dall’elezione avvenuta lo scorso 13 marzo, Papa Francesco ha parlato ieri dell’Istituto per le opere religiose, la banca vaticana. Tema cruciale sì, ma soprattutto per i media, che da quaranta giorni aspettavano invano. Bergoglio ha paralto, ma lo ha fatto non discutendo con i cardinali in una delle tante sale del palazzo apostolico né in un’udienza particolare. Ha preferito – come sempre più spesso accade – l’ambiente familiare della piccola cappella di Santa Marta, durante la consueta messa mattutina celebrata alle sette.

25 APR 2013

Nel paese ex zapaterista, la chiesa non molla e picchia duro sull’aborto

Il ministro della Giustizia spagnolo, Alberto Ruiz-Gallardón, assicura che la revisione della legge sull’aborto è imminente. D’ora in poi, dice, la malformazione del feto non basterà a giustificare l’interruzione di gravidanza. Il premier Mariano Rajoy l’aveva anticipato già qualche settimana fa, all’indomani dell’incontro in Vaticano con Papa Francesco. E l’annuncio di Ruiz-Gallardón arriva pochi giorni dopo la fine dell’assemblea plenaria della Conferenza episcopale spagnola, che si è chiusa il 19 aprile. In quell’occasione, l’arcivescovo di Madrid, il cardinale Antonio María Rouco Varela – rieletto presidente della Cee nel 2008 dopo che l’aveva già guidata dal 1999 al 2005 – si era mostrato duro nei confronti dell’esecutivo Rajoy.

24 APR 2013

La curia trasloca in periferia

Il vescovo di Roma Francesco, il capo della chiesa che presiede nella carità tutte le altre chiese, apre alle conferenze episcopali locali. Dovranno essere più autonome, dovrà essere loro concesso un più ampio spazio di manovra, non solo consultivo. Una direzione auspicata in modo particolare dai cardinali tedeschi (Walter Kasper e Karl Lehmann su tutti) e già emersa con forza nelle settimane precedenti il Conclave. Un progetto che riguarda anche la Cei: Bergoglio sta infatti pensando di riprendere in mano la votazione simbolica del 1983 con cui l’episcopato italiano si diceva favorevole all’elezione del proprio presidente e del proprio segretario.

19 APR 2013

Bertello, il curiale “ai confini del mondo” che piace a Francesco

Non pensava di certo al cardinale Giuseppe Bertello, il Papa, quando nell’omelia di domenica scorsa a San Paolo fuori le mura ammoniva sul rischio che corrono i sacerdoti di farsi corrompere da quei falsi idoli che corrispondono alla vanità e alla ricerca continua di avanzamenti di carriera. Il presidente del governatorato dello stato della Città del Vaticano, ha un curriculum che corrisponde invece a quello del sacerdote che deve andare in periferia, ai confini del mondo, per evangelizzare e continuare la missione apostolica, come tante volte Francesco ha ripetuto in questo primo mese di pontificato.

16 APR 2013

Il modello gesuita per la chiesa di Francesco

Come anticipato dal Foglio il 28 marzo scorso, Papa Francesco ha deciso di creare una commissione cardinalizia che lo aiuterà "nel governo della chiesa universale" e che studierà un progetto di revisione della Pastor Bonus, la Costituzione apostolica che regola l'attività della Curia romana. Della commissione faranno parte otto cardinali: Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, il cileno Francisco Errázuriz Ossa, l'indiano Oswald Gracias, il tedesco Reinhard Marx, il congolese Laurent Monsengwo Pasinya, il cappuccino americano Sean O'Malley, l'australiano George Pell e l'honduregno Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, che del gruppo sarà il coordinatore. Matzuzzi La grande riforma della curia à la gesuita nei pensieri di Papa Bergoglio

13 APR 2013

Dal frate spagnolo al vescovo della Pampa, le scelte a sorpresa di Francesco

Non se l’aspettava nessuno, oltretevere, la nomina dello spagnolo José Rodríguez Carballo, dal 2003 ministro generale dell’Ordine dei frati minori, alla carica di segretario della congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica. L’incarico era vacante dallo scorso ottobre, quando Benedetto XVI decise il trasferimento a Indianapolis, dopo solo due anni, del redentorista Joseph William Tobin. Determinanti sono state le incomprensioni con i vertici della congregazione per la Dottrina della fede in merito alla vicenda delle suore americane riunite nella Leadership Conference of Women Religious (Lcwr), accusate dalle alte gerarchie romane di essere “femministe con la tendenza ad andare oltre Gesù e la chiesa”.

12 APR 2013

Due chiese per Francesco

"Che pena vedere tante parrocchie chiuse”, diceva Papa Francesco il 27 marzo scorso, durante la sua prima udienza generale in piazza San Pietro, lasciando per un attimo da parte i fogli su cui era stampato il discorso. Parlava a braccio, con lo sguardo rivolto alle decine di sacerdoti sorridenti seduti nelle prime file, lì sul sagrato. E spesso, in quelle parrocchie che rimangono aperte, aggiungeva il giorno dopo il vescovo di Roma nell’omelia della solenne messa crismale, “i preti sono tristi, si perdono il meglio del nostro popolo, quello che è capace di attivare la parte più profonda del suo cuore presbiteriale”.

10 APR 2013

Nec rubricat nec cantat

Perché al gesuita Papa non piacciono riti e “clericalismi”

L’idillio tra i grandi media e Papa Francesco continua. Piacciono le sue omelie brevi, sorprende il suo fermare la jeep che lo porta tra i fedeli che gremiscono piazza San Pietro, commuovono i suoi abbracci ai malati e i baci ai bambini. Si sprecano i paragoni: c’è chi vede in lui un nuovo Albino Luciani e c’è chi nota una somiglianza nello stile con Giovanni XXIII. Roncalli, però, la mozzetta la portava. Non solo, ma fu proprio il successore di Pio XII a riportare in auge il camauro nella versione invernale. E’ uno degli episodi cui si appigliano i tradizionalisti che avanzano sul Web le prime critiche a Francesco. Gurrado I gesuiti al governo

03 APR 2013

Nella Pasqua di magro di Bergoglio anche “i riti durano meno”

“La bellezza di quanto è liturgico non è semplice ornamento e gusto per i drappi, bensì presenza della gloria del nostro Dio che risplende nel suo popolo vivo e confortato”, diceva Papa Francesco nell’omelia della messa crismale, giovedì scorso. Una risposta indiretta a chi vedeva nel nuovo e meno appariscente apparato simbolico inaugurato dal Pontefice argentino già la sera dell’elezione una rottura con lo stile di Benedetto XVI.

02 APR 2013

Il pensiero del Papa

Francesco contro la “gioia oscura del pettegolezzo”

Ogni mattina, più o meno alle sette, Papa Francesco celebra la messa nella piccola cappella della Casa di Santa Marta, il residence spartano dai lunghi corridoi bianchi e dall’austero mobilio ligneo dove ha deciso di continuare ad abitare “nella semplicità, in comunione con altri membri del clero” che già da tempo occupano quelle stanze. Nel Palazzo apostolico ci va solo in orario d’ufficio, per le udienze e per gli incontri che il cerimoniale impone. Rigorosamente senza abito corale, vestito solo con la talare bianca. Ma è a Santa Marta, nella mezz’ora di messa mattutina davanti ai giardinieri, ai dipendenti delle poste e dei servizi telefonici del Vaticano, che Bergoglio fa intravedere il suo profilo culturale e pastorale.

29 MAR 2013
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