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Il Belgio lancia una nuova Aktion T4 contro i bambini handicappati

Pauvre Belgique, povero Belgio, lamentava Charles Baudelaire. Il Belgio, il Belgio democratico, transnazionale e welferista, si appresta a diventare il primo paese a mettere a morte i bambini handicappati dalla fine della Seconda guerra mondiale. Politicamente non c’è mai stata partita per fermare la legge. La vogliono tutti.

13 FEB 2014

La moderna ghigliottina

La sua prima azione risale all’11 novembre 1978. Siamo nella cattedrale di Notre-Dame de Paris. L’arcivescovo François Marty celebra la messa di fronte al presidente della Repubblica, Valéry Giscard d’Estaing, e al primo ministro, Raymond Barre. Il dottor Xavier Dor trova posto nella navata centrale. Subito dopo l’epistola, si alza e rivolto al presidente grida: “Giscard, abortista, assassino”. Da allora questo pediatra, oggi ottuagenario e mezzo cieco, tormenta la Francia dei lumi.

10 FEB 2014

“L’abuso sui fanciulli? E’ dell’Onu”

“Rimozione degli stereotipi di genere dai libri di testo delle scuole cattoliche”. “Pianificazione familiare e salute riproduttiva, in modo da prevenire gravidanze indesiderate”. “Revisione della propria posizione sull’aborto che mette ovviamente a rischio la vita e la salute delle ragazze incinte”. “Accesso alla contraccezione così come all’informazione sessuale e riproduttiva”. Queste sono soltanto alcune delle numerose ingiunzioni ideologiche che la commissione dell’Onu per i Diritti dell’infanzia ha rivolto al Vaticano, accusato di collusione e di promozione della pedofilia nel clero. Leggi anche Attacco totalitario al libero credo - Editoriale Parsi vuole armonizzare chiesa e Onu

07 FEB 2014

“Che cos’è un pompino?”. Così funziona la (ri)educazione sessuale in Francia

“Non insegniamo la teoria del genere, ma solo l’educazione alla parità e all’uguaglianza che fanno parte dei principi della République”, ribatte il ministro dell’Istruzione Vincent Peillon ai tanti critici del suo programma scolastico. Eppure dal racconto di una delle sue educatrici su un grande settimanale francese si direbbe che il suo ministero sia andato ben oltre i principi della République. “Il mio ruolo è quello di dare ai giovani un’educazione alla sessualità”. Si apre così il racconto di Christine Fenot sul Nouvel Observateur, mentre la Francia freme di proteste contro l’educazione di genere nelle scuole. Ferraresi Il declino dell’aborto in America non ha soltanto una spiegazione tecnica - Matzuzzi Gerarchie divise - Dell'Olio Gli aborti del dr. Brigham - L'editoriale La Manif pour Tous e le veline di Valls

04 FEB 2014

I fiori del male

“Sei un ebreo?”, chiede Heinrich Himmler a un prigioniero durante una visita nel fronte orientale del 1941. “Sì”. “Entrambi i genitori sono ebrei?”. “Sì”, continua il ragazzo. “Hai antenati che non fossero ebrei?”. “No”. “Allora non posso aiutarti”. Il giovane viene fucilato sotto gli occhi del gerarca nazista. Questo era Heinrich Himmler. Di Hitler si dice che fosse “magnetico”. Di Göring che fosse un valoroso pilota. Di Goebbels che fosse un demagogo straordinario.

03 FEB 2014

Parla Pierre Manent

“In Francia c’è una guerra civile, République contro cristianesimo”

“Quella che chiamano laïcité è la formulazione giuridica di una guerra civile vinta da una parte e persa dall’altra. La Francia repubblicana ha soggiogato la Francia cattolica e la Francia cattolica lo ha accettato. Oggi viviamo il seguito di quella guerra civile”. Nessuno meglio di Pierre Manent, cofondatore della rivista Commentaire, animatore del Centre Raymond Aron in boulevard Raspail, autore di saggi chiave sul liberalismo, studioso versatile in grado di commentare il “De Officiis” di Cicerone o la “Teoria dei sentimenti morali” di Adam Smith, passando per la “Summa Theologiae” di Tommaso, può avere un punto di vista adeguato per analizzare quello che ormai appare come uno scisma nel liberalismo occidentale che risale alle due rivoluzioni fondatrici. Leggi anche Papà porta la gonna, rieducazione al gender nella école laïque - Alain de Benoist e Nicolas Gauthier I banali demoni del bene

31 GEN 2014

Papà porta la gonna, rieducazione al gender nella école laïque

La Francia da sempre ama inculcare i propri valori. Uno dei preferiti è l’égalité. E’ stata approvata martedì dall’Assemblea nazionale la nuova legge di uguaglianza fra l’uomo e la donna. Un progetto ideologico votato all’unanimità, con soltanto 24 voti contrari e 359 a favore (socialisti e Ump assieme). C’è la la riforma del congedo parentale. Fino a oggi, la madre o il padre avevano diritto a sei mesi di congedo alla nascita del primo figlio. La nuova legge impone che il congedo possa essere prolungato di altri sei mesi, a condizioni che a beneficiarne sia l’altro genitore.

30 GEN 2014

Noi liberali, figli delle cattedrali

“Chi siamo noi se non dei liberali?”. Si apre su questa domanda il controverso saggio di Larry Siedentop, un celebre politologo americano di stanza a Oxford da oltre quarant’anni, dove è cresciuto alla scuola di Sir Isaiah Berlin. Il nuovo libro di Siedentop, “Inventing the individual”, uscirà il prossimo 30 gennaio per le edizioni Penguin, ma ha già attirato le ire dei recensori, come David Aboulafia, che lo ha stroncato sul Financial Times.

29 GEN 2014

Mister Robertson

Camille Paglia, la esile ma aggressiva madrina del dissenso femminista, aveva parlato di “tattiche staliniste e fasciste usate contro Phil Robertson”. Di lui, del cacciatore più famoso d’America, l’inventore del “Duck Commander”, uno speciale richiamo per gli uccelli che ha avuto uno strepitoso successo commerciale dagli anni Settanta, il Foglio aveva parlato il 21 dicembre scorso. Raccontando di come il protagonista di “Duck Dynasty”, il reality show da quattordici milioni di spettatori prodotto dal network A&E, era incappato nelle ire del politicamente corretto e della polizia del pensiero con una intervista a una delle riviste più radical chic d’America, GQ.

28 GEN 2014

Cattolici adieu

Il mensile laico e libertario Causeur titola così: “La fine della Francia dei campanili?”. Fino alla scorsa settimana le campane della chiesa di Boissettes, un comune di cinquecento abitanti nel distretto della Senna, suonavano ogni mezz’ora. Poi, la corte amministrativa di Parigi le ha fatte cessare, in presunta violazione della legge del 1905 sulla separazione di stato e chiesa.

27 GEN 2014
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