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Nostalgie benedettine

Quando Joseph Ratzinger uscì a salutare il mondo, da Papa, nel 2005, il Maestro delle Cerimonie era disperato. Le maniche di un goffo maglione nero gli spuntavano dall’abito talare. Il vestito era troppo corto, non c’era stato il tempo di sistemarlo (anche se prima dell’elezione di un Papa il sarto prepara al buio tre abiti, piccolo, medio e grande) e quel Papa minuto e arrossito sembrava ancora più preda del vento e dell’umiltà. Da quel momento in poi, si preoccuparono tutti di proteggerne la fragilità con “pompa e circostanza”, come scrisse Shakespeare nell’“Otello”, con gli abiti grandiosi in filigrana dorata, il camauro e le preziose cose di un altro tempo. Matzuzzi L’incontro tra i due Papi è un gioco di specchi, ecco le differenze - Milani Mi piace il Papa povero, ho deciso che lascio tutto al Vaticano

23 MAR 2013

Non voglio sapere quante calorie (e metafore) ci sono in un cheeseburger

Non voglio sapere quante calorie ci sono nel cheeseburger, quanto colesterolo cattivo, grassi saturi, piombo fuso, non mi interessa quanti mesi di vita vengono polverizzati da una cena ricca di formaggi, salame e carboidrati. Anche la ginnastica di Michelle Obama, il suo orto e la metafisica del cibo sano e delle verdure lesse, tutta la voluttà per i pomodori anticancro: dev’essere magnifico, anche nutrirsi di germogli e di lavande gastriche, ma bisognerebbe risparmiare almeno il dibattito attorno agli anti radicali liberi contenuti nel radicchio rosso.

19 MAR 2013

Tette al vento e femminismo poetico per la Woody Allen di Brooklyn

Lei ha le tette sempre al vento, così tanto al vento che, dicono le donne che guardano “Girls” (in Italia è su Mtv), “vedo praticamente più le sue delle mie”. E mentre si discute di quell’ultima puntata di “Girls” andata in onda l’altra sera in America, in cui una scena di sesso termina in un modo un po’ scioccante (in una serie non pornografica), ci si chiede se sia addirittura stupro o soltanto un modo piuttosto realistico di raccontare il sesso dei Millennials, in realtà si parla sempre di lei, Lena Dunham: nata nel 1986, cresciuta a Brooklyn, figlia di artisti, ha ideato, scritto, interpretato e prodotto una serie da Golden Globe che ha cambiato il modo di raccontare la giovinezza americana e che l’ha resa, come sempre succede, un fenomeno culturale.

17 MAR 2013

Bad Sex Award

Quando Stephen King partecipò, senza vincere, al Bad Sex Award, il premio per la peggiore scena di sesso della letteratura (“Oh caro, oh mio caro, oh mio caro caro Dio, oh sugar!”, nel suo “22/11/63”), anche Murakami Haruki era piuttosto favorito, con la descrizione di seni di donna “come nuovi viticci in cerca della luce solare”. Non vinse nessuno dei due, sbaragliati da un romanzo in cui lei abusa di lui sotto la doccia con un pezzo di sapone. Dal 1993, cioè da quando la rivista inglese Literary Review ha istituito il premio, gli scrittori, soprattutto inglesi, hanno il terrore di vederselo attribuire, o anche solo di arrivare fra i finalisti e preferiscono scrivere di qualunque altra cosa: bambini, famiglia, cibo, ma niente sesso, come ha detto Julian Barnes in un’intervista alla radio della Bbc.

10 MAR 2013

Milf sarai tu

C’è una lunga fila, al momento, di donne desiderose di entrare nel club delle Milf. Ci sono diete apposite, a base di cereali e germogli di soia, smalti per le unghie, sorrisi bianchissimi all’uscita da scuola dei figli, e una specie di Milf pride, la rivendicazione di appartenenza a un genere: madre amorevole e donna navigata e seducente, eventualmente sognabile. Milf significa Mother I’d Like To Fuck, ed è un’espressione creata dagli adolescenti americani per manifestare il proprio entusiasmo verso le mamme degli amici (usata in “American Pie” per una bionda signora divorziata e scollatissima, che a un certo punto rende molto felice un compagno di liceo del figlio).

07 MAR 2013

Mettete i fiori nei vostri smartphone, o almeno lasciateli fuori dal letto

Loro due bevono qualche bicchiere di vino, è sera tardi e sono allegri, hanno visto quella serie americana sui tradimenti, lui le fa qualche complimento, lei ride, vanno a letto. Lei controlla la sua timeline di Twitter prima di mettere il telefono in carica sul comodino, perché lo usa come sveglia, e perché di notte controlla che ora è (e se c’è qualcuno ancora sveglio su Twitter, qualche foto su Facebook, qualche email di insonni o le ricevute di Amazon, la risposta alla domanda di ammissione per la scuola del figlio). Lui le dice: ma che cosa stai facendo, sai che non lo sopporto, e comincia una discussione sulla differenza fra l’andare a letto e l’andare a dormire.

05 MAR 2013

C’è già un posto all’inferno per la capa di Yahoo che non aiuta le donne

Si aspettavano una signora forte ma dolce, con le foto del figlio sulla scrivania incorniciate dentro un cuore di plastica, credevano di poterla conquistare consigliandole quello sciroppo fantastico contro la tosse secca dei bambini. Sognavano una ceo amica, una donna che il pomeriggio se ne va presto, perché deve stare con il piccolo Macallister, e si batte perché tutte le madri abbiano più libertà di movimento: non era forse la regola della sua collega di successo Sheryl Sandberg, capo operativo di Facebook, che ogni giorno alle cinque e mezzo spegne il computer, e racconta in un libro il valore della tecnologia, con tutto quel lavoro che si può sbrigare online, anche dal bagno di un asilo nido?

03 MAR 2013

Berlusconi è come un meteorite: arriva quando si dice: “Tranquilli, il pericolo è passato”

Un pezzo di specchio così da potersi guardare, come nella canzone di Lucio Dalla. Tutti avrebbero dovuto avere un pezzetto di specchio, ieri pomeriggio, così da poter guardare il proprio stupore. I sorrisi che restano disegnati sulla faccia, mentre gli occhi dicono no, forse mi sono sbagliato, ho letto male. Tutte le certezze, le prevedibilità, il buon senso chiamato a raccolta negli ultimi mesi si è sciolto dentro i numeri che uscivano a poco a poco dalle urne, mandando all’aria i sondaggi e generando un caos beffardo, che ha cominciato a ballare il twist sugli editoriali già scritti e i festeggiamenti immaginati, le nuove ere e i discorsi del re.

26 FEB 2013

Fatevi avanti

L’argomento è appassionante, ma l’effetto è un po’ Maria Antonietta. Sheryl Sandberg, quarantenne, capo operativo di Facebook, una delle cento donne più influenti del pianeta, madre, sorridente e implacabile donna d’affari, spiega alle altre gli ostacoli e i segreti per conquistare il mondo, però lo fa dall’alto della sua vetta, con un libro che sta per uscire in America e contemporaneamente in Italia, per Mondadori Strade Blu, “Lean In: Women, Work and the Will to Lead” (“Facciamoci avanti: donne, lavoro e la voglia di riuscire”).

24 FEB 2013

Non per sempre

Il problema della rete è l’eternità: tutto scorre, ma senza sparizione. Si resta così impigliati ai propri errori, alle bugie, alle scemenze per cui l’unica salvezza sarebbe stata la spazzatura. E’ il dramma di Internet, il solo caso in cui non si può, semplicemente, aspettare che passi, oppure negare, dire: non ero io, non l’ho mai detto, confidando nel tempo e nella dismemoria, ma bisogna rassegnarsi all’impossibilità della dimenticanza. Bastano poche parole digitate in un motore di ricerca perché tutto un mondo di gaffe, di brutte foto, di considerazioni sempliciotte, di video compromettenti e di millanterie torni a galla.

20 FEB 2013
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