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Quella ricerca indefessa del nuovo antifascismo
Congratulazioni alla giovane Segretaria svizzero-emiliana che guida con mano ferma la sinistra più imbecille del pianeta, per renderla ancora più imbecille
“Quale sarà la soluzione del problema ebraico? Lo si saprà a suo tempo. Ma è interessante notare che i paesi la cui opinione pubblica si agitava in favore degli ebrei, rifiuta costantemente di accettarli”. Antiche e dimenticate parole di Joseph Goebbels, orrido ma non broccolo delinquente nazista, così come profeta non tanto di Askatasuna, cari, giovani e inarrivabili coglioni, quanto della nuova opinione pubblica italiana antiebraica. La quale, com’era naturale che capitasse, si fa ormai largo perfino alla Rai appena c’è un israeliano che gareggia. Congratulazioni perciò alla giovane Segretaria svizzero-emiliana che guida con mano ferma la sinistra più imbecille del pianeta, per renderla ancora più imbecille.
Complimenti alla Lugano bella con la mortadella, che non si stanca di denunciare il governo nazifascista mentre corteggia ogni elettore propal. Applausi a una persona dal quoziente d’intelligenza nella media, si presume, che attacca la Reazione avanzando il sacrosanto diritto che lo zio del secondo cugino di Conte goda dello stesso spazio concesso dai Tiggì alla cognata della nuora di La Russa. Che spara contro l’informazione di regime, s’indigna ogni giorno per gli sfregi alla cultura, pardon, alla Cultura, salvo poi, a cospetto di una cronaca sportiva delle Olimpiadi toccata dall’antisemitismo fuggito dal seno di uno solo, eppure dal nazionalismo provinciale di molti, dal loro sciovinismo idiota, dal tifo da buzzurri e da un mussolinismo alla carlona, salvo, si diceva, non fare una piega su tutto ciò. Forse ha ragione lei. Giusto dannarsi per riconquistare tiggì sempre uguali e seguiti sempre meno, fottendosene del culturame olimpico-mediatico-apolitico e popolare (“La nostra inarrivabile Nazione”; “Stiamo spezzando le reni allo sci svizzero”; “Agli atleti italiani non interessa la gara, interessa il Tricolore”) con le cui radici sul territorio, in particolare sul suo, le grandi masse intrecciano il cervello. Presente o meno che sia il terribile Petrecca. Poi vabbé, la Segretaria si terrà le sue ragioni. Al posto suo, nella ricerca indefessa del nuovo antifascismo, ci adatteremmo a ripartire dall’odio per l’atleta circonciso.
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