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Giacomo Leopardi e i pacifisti moderni

Andrea Marcenaro

Il poeta predicava la forza della prepotenza, ma non poteva immaginare la nascita di piccoli ipocriti del Novecento, capaci di svolgere, per cinquant’anni, il ruolo di altruisti un tanto al chilo, salvo arruolarsi poi nel grottesco battaglione dei mozzorecchi

“Non si vive al mondo che di prepotenza. Se tu non vuoi o non sai adoprarla, gli altri l’adopreranno su di te. Siate dunque prepotenti. E così dico dell’impostura”. Sappiano allora i pacifinti avari, così come le colombe più generose di sé, che la suddetta farina è del sacco di Giacomo Leopardi. Al quale, purtroppo, è scivolata troppo in fretta di mano la questione dell’impostura. Una piaga forse peggiore della prepotenza. E più infida. Poteva andarci giù più peso. Pur se una scusante l’aveva. Nemmeno un gigante del suo stampo avrebbe potuto prevedere la nascita di piccoli ipocriti del Novecento capaci di svolgere, per cinquant’anni, il ruolo di altruisti un tanto al chilo, salvo arruolarsi poi nel grottesco battaglione dei mozzorecchi. E certo che sto parlando di Gad.

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  • Andrea Marcenaro
  • E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.