Andrea's Version
L'incommentabile Travaglio sull'Iran
Come un bovino che rumina e rigurgita di continuo la stessa erba, il direttore del Fatto fa con le parole. Il risultato è il medesimo: vomito
Si sono lette alcune incommentabili opinioni del peraltro scontatissimo Travaglio sull’Iran e sulla solidarietà senza riserve che ciascuno dovrebbe avere il senso civico di regalare all’eroico movimento di opposizione agli eredi di Khomeini, ma ciascuno si diceva, non lui. Vi risparmiamo per pietà il defluire del ragionamento. Che non va etichettato come arido, o come tipico della destra più vile, né credo soltanto come di un qualunquista o di un populista cresciuto a ragion veduta sotto l’insegnamento di un miserabile che stuprava le ragazzine africane minacciandole col fucile, esatto, Montanelli. Macché. Vi sarà pur capitato di osservare un bovino. Che rumina e rigurgita di continuo la stessa erba. Ecco, Travaglio lo stesso con le parole. In entrambi i casi, nella sostanza è vomito.
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Il consenso di Trump e quel popolo ignorante
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