Andrea's Version

L'incommentabile Travaglio sull'Iran

Andrea Marcenaro

Come un bovino che rumina e rigurgita di continuo la stessa erba, il direttore del Fatto fa con le parole. Il risultato è il medesimo: vomito

Si sono lette alcune incommentabili opinioni del peraltro scontatissimo Travaglio sull’Iran e sulla solidarietà senza riserve che ciascuno dovrebbe avere il senso civico di regalare all’eroico movimento di opposizione agli eredi di Khomeini, ma ciascuno si diceva, non lui. Vi risparmiamo per pietà il defluire del ragionamento. Che non va etichettato come arido, o come tipico della destra più vile, né credo soltanto come di un qualunquista o di un populista cresciuto a ragion veduta sotto l’insegnamento di un miserabile che stuprava le ragazzine africane minacciandole col fucile, esatto, Montanelli.  Macché. Vi sarà pur capitato di osservare un bovino. Che rumina e rigurgita di continuo la stessa erba. Ecco, Travaglio lo stesso con le parole. In entrambi i casi, nella sostanza è vomito.

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  • Andrea Marcenaro
  • E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.