Tele Nazzareno

Berlusconi assume Renzi in tv, e tutti vogliono fare gli autori del programma dell’ex premier

7 Luglio 2018 alle 06:22

Tele Nazzareno

Matteo Renzi (foto LaPresse)

Altro che Patto, è già Tele Nazzareno. Meglio in palinsesto oggi, che a Palazzo Chigi mai più. Tanto, si sa, questo è l’andazzo. Finita l’era degli Emilio Fede, delle meteorine e dei telepopulisti arrivati buon ultimi per fare crescere Matteo Salvini e danneggiare il Pd e Forza Italia.

 

Altro che Patto, è già Tele Nazzareno. Comincia finalmente la stagione della tivù di qualità e perciò, colpo di scena: Silvio Berlusconi assume in tivù Matteo Renzi. A Montecarlo, alla presentazione dei palinsesti Mediaset, non s’è parlato d’altro. “Avevo grande fiducia in lui come politico”, ha detto Piersilvio Berlusconi, “ma forse darà i suoi migliori numeri in tivù”.

 

Altro che Patto, è già Tele Nazzareno. Renzi deve doppiare le risicate cifre del Pd per onorare l’impegno con Casa Berlusconi ma là dove non può un Marco Carrai – per non dire di un Gianni Letta – riesce solo Lucio Presta. Il re dei re tra i produttori tivù chiama nella propria scuderia il Rottamatore – ben degno tra un Roberto Benigni, la divina Barbara Palombelli e un Paolo Bonolis – e lo piazza, nel ruolo di conduttore, nella programmazione di Rete4.

 

Altro che Patto, è già Tele Nazzareno. E i giornalisti – tra i più autorevoli – sono in smanie. Tutti vogliono fare da autore a Matteo Renzi. Il capo del Giglio Magico condurrà una trasmissione sul tema della bellezza, ci saranno diverse puntate tutte incentrate su Firenze ma è già gara tra le più importanti firme della grande stampa per fargli da autore o, nel caso dei campioni, da co-conduttore.

 

Altro che Patto, è già Tele Nazzareno. Matteo approda in palinsesto e Joe Servegnini lascia Lilli Gruber e con i buoni taxi strappati a Urbano Cairo fa la spola tra Cologno Monzese e il Palatino, a Roma – dove hanno sede gli studi tivù Mediaset – per darsi anima e corpo al suo amato Renzi: “Segretario”, gli dice, “porto in dote lo share dall’Erba del Vicino che facevo su Rai3, quando a viale Mazzini non c’erano i populisti, ma i nostri centrosinistri”.

 

Altro che Patto, è già Tele Nazzareno. Sempre sul pezzo, Servegnini licenzia intanto la prossima copertina di Bau-7-tè! (vero, Irene?) con uno strillo assai ghiotto: “Firenze, la villa e tu”. Il servizio è già una sceneggiatura. Servegnini si porta avanti. Fronteggia lo scoop de La Verità sul preliminare d’acquisto sottoscritto dal senatore di Scandicci presso il notaio Michele Santoro e annuncia: “E’ la vera Grande Bellezza, altro che Paolo Sorrentino”.

 

Altro che Patto, è già Tele Nazzareno. Giustamente c’è da illustrare la bellezza della città del Magnifico e nel servizio interno, infatti, dopo aver illustrato i fasti della dimora di via Tacca acquistata da Renzi – 276 metri quadri, due livelli, triplo salotto, cucina, cucinino e altri 1.580 metri quadri di adiacente giardino – non domo, Joe pubblica se stesso.

 

Altro che Patto, è già Tele Nazzareno. Eccolo, è lui. Servegnini fotografato in costume da Lorenzaccio. Eccolo: un mantello gli copre il proverbiale impermeabile bianco, un copricapo col cappuccio cascante gli veste la frangetta bianca da suora laica. L’espressione pensosa rivela la promessa di Rinascimento ma Lucio Presta, che non è un Carrai qualunque, ringrazia Joe e lo spedisce da Dario Nardella, il sindaco di Firenze: “Lì, farai meno danni (vero, Irene?)”.

 

Altro che Patto, è già Tele Nazzareno. Anche Marione Calabresi, direttore di Repubblica, si propone come autore a Renzi. Per non dire di Massimo Recalcati, pensatore di Robinson: “Ti faccio da fine dicitore”. Michele Serra, già autore di Fabio Fazio, non vede l’ora di scalettare la trasmissione di Renzi.

 

Altro che Patto, è già Tele Nazzareno. Giornalisti in gara per farsi accreditare dal Rottamatore riciclatosi conduttore, E così anche Concita De Gregorio, si dice disposta a condurre le televendite di Mediaset pur di opporsi alla barbarie populista. Si aggiunge all’elenco Corrado Augias e Lucio Presta, allora, che non è neanche un Luca Lotti d’Aspromonte ma uno che ne capisce davvero, dà uno stop a tutta la comitiva e li dirotta tutti su “Ciao Darwin”, a far da figuranti va da sé.

 

Altro che Patto, è già Tele Nazzareno. Matteo Renzi, comunque grato a Berlusconi perché è meglio essere in palinsesto oggi che in parlamento mai, sente l’esigenza di avere accanto un campione tra i campioni del renzismo e direttamente da Detroit, con tanto di lettera di credenziali redatta dagli amici di Detroit, chiede di avere come consulente lui e solo lui: Gianni & Riotto detto Johnny.

 

Altro che Patto, è già Tele Nazzareno. Piersilvio, di suo, è entusiasta. Legge come fosse pane quotidiano gli articoli di Johnny ma sia Fedele Confalonieri, che Silvio Berlusconi – manco a dirlo – hanno ben altro in mente. Ed ecco che trionfante come al solito, con un contratto superiore allo stesso Bonolis, arriva – salpando le acque dei Navigli con il suo yacht giunto apposta dalle Eolie – Marcel, ovvero Marcello Sorgi. E ancora una volta, dunque, per il povero Johnny, patate.

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