Scorte corte

Il Capitano Salvini dà la tutela a Falci, minacciato dai renziani. Di Maio apre un tavolo

23 Giugno 2018 alle 06:16

Scorte corte

Matteo Salvini (foto LaPresse)

Alle corte con le scorte. Matteo Salvini, il Capitano, toglie la scorta a Roberto Saviano e assegna la tutela h24 a Giuseppe Alberto Falci, giornalista precario al Corriere della Sera, minacciato dai renziani. Il responsabile del Viminale, insofferente verso gli altolocati di Manhattan, si attiva per la protezione dell’eroico cronista parlamentare contro cui si mobilitano gli affiliati della cosca di Laterina.

 

Alle corte con le scorte. L’autore di Gomorra sta sempre all’estero mentre Falci, lavoratore a cottimo, deve stare sempre sul pezzo e non può mollare l’osso (altrimenti le signorine di buona famiglia, elettrici del Pd, gli soffiano il posto). E se a Capalbio gli tolgono il saluto, lui, giunto dalla stazione di Xirbi, uora uora, almeno una gioia ce l’ha: il Sole delle Alpi bacia il vallone intorno a Caltanissetta.

 

Alle corte con le scorte. Il banchiere del Pd, Francesco Bonifazi, spaventa più di un Sandokan camorrista, querela Falci e ne chiede le mutande per un articolo senza illazioni, senza seconde intenzioni e di informazioni.

 

Alle corte con le scorte. Ecco cosa ha raccontato Falci: Luca Parnasi destina 123 mila euro (più Iva) alla Fondazione Eyu che riunisce quel che fu de L’Unità, Europa e YouDem. Gli commissiona uno studio sul rapporto tra cittadini e la proprietà immobiliare. Falci indaga, chiede di visionare lo studio ma questo benedetto studio non c’è. E se c’è, è comunque costato assai meno dei denari scuciti dal povero Parnasi.

 

Alle corte con le scorte. Da qui, la querela. Il ceto medio riflessivo che s’indigna sempre non dice una parola, tace Repubblica ma grida forte via Solferino con Paolo Mieli che, da par suo, dai microfoni di Radio24 cannoneggia il Pd: “Bonifazi e i renziani querelano l’eroico Falci? Male per loro che se la dovranno vedere con l’avvocato del giornale Katia Malavenda. Non vorrei essere nei loro panni conoscendo il rigore dei cronisti del Corriere di cui conosco la bravura”.

 

Alle corte con le scorte. Falci è sommerso da una marea di complimenti. Il Capitano, dal suo ufficio al Viminale, se ne compiace, plaude alla dichiarazione di Mieli, raddoppia la scorta anche a lui e dopo aver assicurato a Falci un presidio di Guardie Padane intorno ai bar dov’è costretto a scrivere in mancanza di ufficio, telefona personalmente a Lucianino Fontana, il direttore, per dirgli: “Meno complimenti, più contratti”.

 

Alle corte con le scorte. Anche l’altro vice presidente del Consiglio, Luigi Di Maio, venuto a conoscenza della defatigante trafila di Falci per uno straccio di strapuntino apre un tavolo con i precari dei giornali ormai pagati peggio dei rider e rilancia: “Meno complimenti, più contratti, più domeniche pagate!”.

 

Alle corte con le scorte. Messi alle strette, i temutissimi renziani sanno di avere zero margini sulla querela e tentano perciò la carta della mediazione: forti del patrimonio della Fondazione Eyu recapitano a Malavenda una proposta che Falci non potrà mai rifiutare.

 

Alle corte con le scorte. Eccola, la proposta. E’ ben avvolta in una cartata di pesce (a significare che chi rifiuta “dorme in fondo al mare). I renziani offrono a Falci la direzione del network renziano: responsabile unico di Unità, di Europa e di YouDem. Maria Elena Boschi in persona interviene nella trattativa e rilancia: 200.000 follower sul profilo twitter di Falci, 530.000 like su Facebook, e Instagram a più non posso. Pur protetto dalla scorta e dal presidio di Guardie Padane, Falci vacilla.

 

Alle corte con le scorte. Il Capitano, Matteo Salvini, vigila affinché nessuno possa torcere un capello a Falci; anche Luigi Di Maio fa sentire la sua presenza avviando le procedure per il controllo dei contratti e perfino il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, si premura di insignire Falci della più ambita onorificenza – la medaglia Puskin – ma la vanità è è più forte dell’omertà.

 

Alle corte con le scorte. Dove non può la camorra con le armi, riesce il piritollame renziano e Falci, dunque – ecco il punto – cederà o resisterà, forte del sostegno del Capitano? Non tanto l’offerta di direzione del network Eyu, ma ben altro pacchetto della dolce vita renziana a Roma, suggerito da Ernesto Carbone – fare colazione al Caffè Settembrini, aperitivo sul terrazzo della Rinascente, bagnetto a Capalbio e pescetto da Spiriti – riuscirà a fare di Falci un perfetto ospite della Repubblica delle Idee?

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