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Parentele sospette

Joe, pur così unico, è meglio della pecora Dolly, ma ora che è diventato clonabile si riproduce

26 Agosto 2017 alle 06:00

Parentele sospette

Foto LaPresse/Sandro Rizzo

Non solo Joe. Servegnini come se piovesse. Parentela o omonimia? Su 7, il settimanale del Corriere della Sera, è tutto un furoreggiare di Severgnini. Joe è direttore, disperato è l’editore ma col Beppe che tutto il mondo c’invidia (vero, Irene?) arrivano Chiara e Natasha. E altre, di Severgnine, ne arriveranno.

  

Non solo Joe. Servegnini come se piovesse. Tutto l’albero genealogico – ma è parentela o un’etnia? – mette radici in via Solferino. Nove Colonne, grazie alle autorevoli fonti (vero, Irene?) è in grado di anticipare oggi quali nuove firme arriveranno a 7.

  

Non solo Joe. Servegnini come se piovesse. Parentela o omonimia? E sono, appunto, Deborah Severgnini, Jessica Severgnini, Sue Ellen Severgnini e Vanessa Severgnini, tutte prime cugine cresciute alla scuola del grande maestro (vero, Irene?) tutte dotate di post-it e tutte, va da sé, regolarmente registrate nel servizio buoni taxi Milano-Crema.

  

Non solo Joe. Servegnini come se piovesse. Parentela o omonimia? Joe, pur così unico, è meglio della pecora Dolly, ed è diventato clonabile. Meglio anche di Anonymus si riproduce nel magma informatico e appare in contemporanea nei display, negli schermi Led, nelle sale cinematografiche e anche nei citofoni.

  

Non solo Joe. Servegnini come se piovesse. Parentela o omonimia? Meglio di Che Guevara, Joe diventa maglietta e arriva ovunque, anche tra gli addetti alle stalle ricovero degli asinelli tanto per far capire a chi di dovere – a Lucianino Fontana su tutti, e a tutto il suo Corriere degli ambientalisti – chi davvero detta legge.

  

Non solo Joe. Servegnini come se piovesse. Tutti vogliono sembrare Joe. Il marchio Severgnini è così attraente per il grande pubblico da far convincere un gruppo d’imprenditori di Crema ad avviare la produzione in serie di frangette da suora laica e frezze bianche, peli tutti derivati da lama delle Ande, da applicare a modo di extension.

  

Non solo Joe. Servegnini come se piovesse. Tutti guardano a Joe e, roba da non crederci, il primo a mettersi la frangetta da suora laica e però con la frezza rigorosamente intinta nella tintura nera è Silvio Berlusconi deciso alla svolta Joe dopo aver fatto macellare – assecondando la scelta anti-animalista di Servegnini – l’agnellino nel frattempo cresciuto.

  

Non solo Joe. Servegnini come se piovesse. Parentela o omonimia? Il Cavaliere redento alle ragioni del grill, fa una grigliata dell’ovino e invita al desco due nostre nuove conoscenze: Adalberto e Guidobaldo Severgnini, due fratelli dediti all’elicicoltura, cugini di secondo grado di Joe, perfetti, a giudizio di Berlusconi, per sostituire a Chi, Alfonso Signorini e Clemente Minun al Tg5 perché, insomma, il modello Joe conquista gli editori.

  

Non solo Joe, Servegnini come se piovesse. Parentela o omonimia? Inutile dire quanto piaccia lo schema Joe a Carlo de Benedetti. Mariuccio Calabresi, capita l’antifona, sebbene incomba il caldo di fine agosto, si presenta in redazione avvolto in un impermeabile bianco. Adatta il mascellone a scucchia, s’abbassa la frangetta sulla fronte, più che una suora laica cerca d’assomigliare a un comboniano ma l’editore di Repubblica sa il fatto suo e dà mandato.

  

Non solo Joe, Servegnini come se piovesse. Parentela o omonimia? Monica Mondardini, amministratore delegato della Cir, si mette all’opera e convoca in gran segreto Alicya Severgnini, diplomata in Scienze dell’informatica quantica, pronipote in seconda dell’immenso Joe, per nominarla alla direzione al posto di Calabresi. Ma è qualcun altro, sebbene con diverso cognome, a incuriosire la spietata ad della Cir.

  

Non solo Joe, Servegnini come se piovesse. Ma a volte urge l’ombrello (vero, Irene?). Forte del mandato pieno, Mondardini, liquida subito Alicya con ben quattro blocchetti di buoni taxi per la corsa Milano-Crema e si concentra su chi, nella missione del giornalismo, con sprezzo del pericolo – al punto di dormire nella cuccetta del tir – sa realizzare i servizi impossibili.

  

Non solo Joe, Servegnini come se piovesse. Urge ombrello. Il giornalismo è il giornalismo, e migliore panacea per Repubblica, dopo Calabresi, non può che derivare dalla cura Joe. Ed è di Servegnini l’idea di spedire Irene Soave, la più brava tra le sue redattrici al seguito di un camion, al punto di dormire nella cuccetta, e seguire così il viaggio dei prosciutti. Mondardini resta ammirata. Più che un tir, può far da dormire direttamente nella foresteria dell’editoriale L’Espresso e offre un contratto mega-milionario a Irene (vero, Irene?).

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Commenti all'articolo

  • DBartalesi

    26 Agosto 2017 - 22:10

    E'lui il vero Rasputin, non Steve Bannon. Tsè!

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