Ma l'Italia senza vongole è un incubo per chi ama lo spettacolo della storia

Mauro dice che Renzi non ha senso dello stato, che bisognava scegliere i migliori, non i "tuoi". Dimentica altri politici, anche grandi, raider con corte dei miracoli

Matteo Renzi

L'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi (LaPresse)

Ezio Mauro dice che Renzi è stato un raider, non un leader. Ha lanciato un’Opa, partito, governo, gli azionisti-elettori di primarie ed europee gli hanno dato ragione e forza perché era di loro convenienza, deputati e senatori del Pd hanno seguito la carovana assalitrice, c’è stato il concerto un po’ sospetto con Berlusconi e poi con Verdini, ha piazzato i suoi toscanucci cristianucci e familiari e Medjugorie (suprema beffa anche per me, che ho ampia e devota stima della Madonna, ma non quella), e alla fine è stato travolto. Ci voleva cultura, ci volevano senso della storia e dello stato, bisognava scegliere i migliori, non i “tuoi”.

 

D’Alema con Occhetto lanciarono un’Opa sul Pci, quando Natta giaceva cardiopatico in un lettino, poi D’Alema divenne azionista di maggioranza disfacendosi di un velista old fashion come Occhetto, lui che aveva l’albero in carbonio, e by by Condi. Fece tutto questo con Velardi e Rondolino e Latorre, tre pezzi da novanta della cultura del fare, forse anche i migliori e non tutti corregionali ma non proprio un team da sogno in relazione ai valori esibiti da Mauro. Craxi scelse Amato, uno dei migliori senz’altro, e lo poté scegliere perché alle spalle aveva il mitico e superoperativo Vanni Nisticò che girava i congressi provinciali per competere con gli avversari nella caccia concretissima al consenso degli avvocaticchi socialisti dell’epoca a suon di argomenti convincenti, e gli mise al fianco, lui né consenziente né dissenziente, un team da sogno, per i benpensanti da incubo, di uomini concreti. (Memmo Contestabile, un generoso della politica laica e socialista di cui dovremo deciderci presto a celebrare gli ottant’anni, e di cui urgono le memorie, mi ha raccontato al Flore che un suo sarto napoletano di Milano gli disse di Berlusconi che “non è concreto”, e alla domanda sul significato rispondeva: “insomma, cattivo”.) E’ appena uscita una corposa biografia politica di Aldo Moro, che sarà stato cattivo nella sua logorrea per iniziati, ma fu a suo modo grande, e inoltre un martire della democrazia italiana: leggetevi il libro di Massimo Mastrogregori (editrice Salerno), e poi su stato, partiti potere e team da sogno mi direte che ora è.

 

Ora D’Alema vanta frequentazioni importanti con la grande cultura, e magari non del tutto a torto, Craxi sapeva tutto di Garibaldi e di Edmond Dantès (e i lettori di Dumas sono ipso facto persone colte con senso della storia e grande fantasia), Moro era un finissimo teologo della politica che non piaceva a Kissinger (pazienza, ora gli tocca Trump) ma era adorato da un intellettuale di grido come Paolo VI. Tutti hanno realizzato qualcosa di interessante per sé e per il paese in cui hanno abitato, D’Alema meno di tutti, ma fare e disfare l’Ulivo e negoziare la convivenza con Berlusconi e con Borrelli non sono cose da poco. Tutti raider, tutti circondati dalla corte dei miracoli. Se il senso della storia e il senso dello stato devono essere compresi come senso della storia italiana e dello stato italiano, modernizzazione o no, bisogna essere un po’ meno schizzinosi, e farsela piacere.

 

Questo è un paese dove un imprenditore che lavora con il pubblico si vede definire la sua impresa “l’impero degli appalti”: in traduzione dalla lingua di procure e manettari, significa “l’impero del furto”. Eppure qualcuno deve asfaltare. E’ un paese in cui essere avvertito da un amico che sei intercettato, naturalmente avvertito al telefono, non è considerato commedia all’italiana ma reato penale e grave trascendimento dell’etica del controllo di legalità.

 

Italia senza vongole? E’ il sogno di Mauro e Zagrebelsky, ma è un incubo per noi amici dello spettacolo della storia, della realtà della politica e dello stato, e dei molti delinquenti, noi compresi, che calcano queste scene. Quando Mauro avrà finito la sua ricerca di una maggioranza italiana intransigente, disposta a subire la leadership di un incorruttibile, di un Robespierre, mi avverta, prego. Forse può puntare su Emiliano, che è anche un magistrato, e mettere al posto delle odiate vongole le gustose cozze pelose. Intanto sarebbe meglio non liquidare con troppa albagia un boy scout di talento al quale si dovrebbe rimproverare, quello sì, un eccesso nella “manutenzione del glamour”, il trucco ossessivo delle belle donne nella versione di Allan Bloom, ma non la concretezza, se ci sia stata.

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  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    06 Marzo 2017 - 09:09

    Io insisto, cocciutamente, nella mia versione, perchè nulla me la smentisce e tutto me la conferma: coll'unica eccezione del Foglio, la "free" press, la stampa e la TV, hanno svolto e continuano imperteriti a svolgere un gigantesco abominevole disservizio al paese, da veri e propri Nemici del Popolo (quello vero, che ancora lavora, suda, paga pegno e non scappa). Trump ha ragione come avesse affermato che il sole e giallo e il cielo blu. In Italia affondiamo a causa di un perverso, inutilmene denunciato, cortocircuito democratico costruito su Ignoranza, Ideologia, Sopruso, Immoralità e Perversione della Legge e del Senso Comune. La presunta corruzione dei politici NON è il primo problema, ma l'ULTIMO. Prima vengono Giustizia e Tasse (e scandalosi privilegi pensionistici di Disfunzionari di Stato). Dobbiamo ri-allearci coi politici e sdoganarci dalle grinfie delle procure coi grilli per la testa.

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  • crusca2382

    06 Marzo 2017 - 07:07

    ... se ci sia stata.

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  • carlo.trinchi

    05 Marzo 2017 - 20:08

    È stupefacente come si passa da compiacenti a dinigratori. Basta un avviso di garanzia e i topi saltano dalla nave. Ferrara è ora di finirla con queste inchieste alle vongole e se poi si riveleranno aria fritta non basta dirlo ma bisogna agire e gridare nelle piazze lo scandalo e il danno che queste apportano alla credibilità delle istituzioni e dei politici che vengono puntati. I grillini non hanno altro da dire e fare se non ululare e presentare mozioni di sfiducia per far vedere che esistono. Se questo è il nuovo.... La presenza a domenica in di Gentiloni in stile di perfetto Presidente del Consiglio. Parole misurate e senza fronzoli. Bravo.

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  • luigi.desa

    05 Marzo 2017 - 19:07

    Antoine cantava" Sei buono e ti tirano le pietre,sei cattivo e ti tirano le pietre.Qualunque cosa fai ,dovunque te ne vai sempre pietre in faccia prenderai " . Il ritratto perfetto di Renzi una predizione realizzata nei dettagli. Ho visto nascere la Repubblica e ho potuto toccare con mano l'azione di governo di tutti i primi ministri. De Gasperi ( copio L . Pace) 10 e lode .Poi il Fanfani I voto 6, Dini 6- , ora Renzi n.c. ,tutti gli altri bicchieri mezzi vuoti o mezzi pieni.Comunque a mio peregrino giudizio Renzi perso il referendum doveva dire chissene della riforma sto governando bene la poltrona non la mollo. Provando a mettere in fila tutti gli accadimenti successivi la pensata non è campata in aria.Il Pd nel caos coi nanerottoli in rivolta. Ed ora, lo ha detto lui medesimo di sè ,è un comune uomo qualunque ,salvo la personalità o il carisma che gli restano quale cospicuo patrimonio personale e sono più che sufficienti per ritorni o altre avventure se vuole.

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