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Gli interventi

Intervista esclusiva

Moreno Lupi, Pisa

“Ma il passaggio dalla democrazia rappresentativa alla democrazia diretta è un passaggio culturale che richiede un’adesione. Se uno è abituato a un’altra visione della democrazia, può sembrare strano il nostro…

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I due ventenni

Giovanni Santachiara

Nel suo affascinante romanzo, "Kaputt" Curzio Malaparte confessa: "Io ho perso l'abitudine di agire" risposi. "Sono un italiano. Non sappiamo più agire, non sappiamo più assumere alcuna responsabilità, dopo venti…

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Cercacasa
nuovo cinema mancuso

TRANSCENDENCE

di Wally Pfister, con ohnny Depp, Rebecca Hall, Kate Mara, Cillia Murphy, Paul Bettany
Bordin Line di Massimo Bordin

“Fatti, atteggiamenti, intrighi”, “Volti a gettare ombre e discredito, ben al di là di ogni legittima critica sulla mia persona e sull’istituzione che rappresento”.

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Il piccolo principe di Pierluigi Diaco

Possibile che donne belle e di successo debbano sempre suscitare spregio e dilegio da parte di Sabina Guzzanti? Non sono canagliate le sue? Sono forse mosse dall’invidia?

Innamorato fisso di Maurizio Milani

Al circo è bello anche il numero dell’Uomo clorofilla. E’ un ragazzo normale che dicono (qui devi stare sulla fiducia):…

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Piccola posta di Adriano Sofri

Nel fine settimana, un quartetto di sciagurati dei dintorni di Cascina, dove si muore di noia, è venuto a Pisa,…

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la giornata

Ecco su cosa riflette Draghi prima di iniziare a battere moneta

Le lezioni delle Banche centrali anglosassoni, i contraccolpi sulla spesa pubblica, i limiti tecnici del nostro settore privato

La Banca d’Inghilterra, nel suo ultimo bollettino, ha pubblicato uno studio che – considerate le condizioni dell’economia europea e le voci insistenti di interventi straordinari da parte della Banca centrale europea – meriterebbe più attenzione al di fuori della cerchia dei soli specialisti. L’articolo in questione rovescia l’approccio tradizionale e tuttora molto diffuso secondo cui la moneta è creata dalle Banche centrali e trasformata dalle banche commerciali in credito attraverso un processo moltiplicativo.

di Marco Cecchini

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Goodbye Europa

Un guastatore a Strasburgo. La vita selvaggia di Nigel Farage, il politico che vuol portare la Gran Bretagna fuori dall’Unione

Vogliamo indietro la nostra nazione!” è lo slogan dell’Ukip per le prossime elezioni europee, nelle quali, grazie alla solita bassa affluenza che caratterizza quella che gli inglesi considerano l’elezione di un parlamento barzelletta in un paese barzelletta, il Belgio, lo United Kingdom Independence Party potrebbe essere il primo partito, con la maggioranza dei seggi. Questo partito trova il favore degli elettori perché ricerca l’“indipendenza” da regole arbitrarie stabilite in un continente lontano.

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di Richard Newbury

Perché sarebbe meglio un’Ucraina federale e fuori dalla Nato

L’occidente ha commesso il primo errore accettando la rimozione di un presidente legittimo. Adesso ascolti le paure di Mosca

Chi, per spiegare gli eventi di Ucraina, evoca il “neoimperialismo” russo manipola la realtà dei fatti. Non a caso, nelle sue narrazioni, rimuove proprio l’evento da cui tutto ha avuto inizio, quello che ha fatto precipitare la crisi. Il 22 febbraio, il presidente legittimamente eletto è stato cacciato a furor di piazza e al suo posto, con la benedizione dell’occidente, invece che un governo di coalizione (come previsto dagli accordi del giorno prima sottoscritti anche da Francia, Germania e Polonia), è stato insediato un potere espresso dai rivoltosi del Maidan.

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di Massimo Boffa

Beirut Babilonia

Gli attentati, le ceneri della guerra civile, la dolce vita di allora e di oggi: il cuore del Libano dalla terrazza dell’hotel di Dell’Utri

Secondo l’uomo in completo elegante, dritto in piedi dietro al tavolo della reception in forma bombata e colore argentato, Marcello Dell’Utri non ha mai alloggiato al Phoenicia di Beirut. L’ordine dai piani alti di uno dei più lussuosi hotel della capitale libanese, che era anche il preferito dall’ex presidente americano Lyndon B. Johnson, è probabilmente di non dire niente, di negare tutto anche davanti all’evidenza. Viene da domandarsi il motivo, dato che secondo la maggior parte della stampa libanese e di quella internazionale, Dell’Utri al Phoenicia ha alloggiato.

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di Alberto Mucci

A casa Grillo si sogna l’en plein nelle urne, ma tutto il resto è noia

Il botteghino del tour-comizio non ha pianto (anche se le piazze erano un’altra cosa), i sondaggi non sono matrigni (anzi assegnano il secondo posto alle europee) e i media accolgono con generosità, checché ne dica lui, il Beppe Grillo a parole ingrugnito contro i giornalisti “venduti” e nei fatti superstar di copertine e tv. “Operazione sorpasso”, titolava ieri l’Espresso, citando pure un “sondaggio fantasma” che indica per il M5s addirittura la medaglia d’oro; “intervista esclusiva a Grillo” è stato via via l’asso di Repubblica, del Mattino, de La7. Ma com’è, allora, che tutto il resto è noia?

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di Marianna Rizzini

La casamatta aspetta il Cav.

“Il cuore degli uomini si difende e continua a distillare sogni inesauribilmente”, dice don Caldera che conosce bene i suoi vecchi. “Il Silvio” saprà trovare il buono nella cosa. A sera il saio del silenzio

Potrebbe leggervi dei libri. “Libri? Qui seduti ci leggiamo i volti. Le storie vere. Un romanzo che non finisce mai”, e il sorriso di ottantenne s’allarga incerto su due file di denti anneriti dal fumo di troppe sigarette. Che lavoro faceva lei? “Ero ferroviere. Comunista”. Gli ospiti di questo gran ricovero sudmilanese s’incontrano al bar, siedono fuori, al sole. E’ come la piazza d’un piccolo paese, il centro della vita sociale. Il barista, che è un meridionale suadente e garbato, serve acqua gassata alla spina e Ginger, anzi “gingerino”, bevanda analcolica che ricorda il brivido inebriante dell’Aperol o del Campari, “a ciascuno il suo vizio”, dice sorridendo, mentre riempie ancora un bicchiere con questo liquido rosso, zuccheroso e innocuo. Qualcuno gioca a briscola.

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di Salvatore Merlo   –   @SalvatoreMerlo

Baraccone Sicilia

Dove Crocetta, che doveva sconfiggere la mafia, ha sfasciato l’antimafia. Solo veleni e pugnali

Due sono i tipi di mafia: la mafia e la mafia dell’antimafia. Non avendo obblighi di diplomazia, ecco, la dico chiara. L’esito della lotta alla mafia, al netto del teatrino cui s’è ridotta, è quello di una tenaglia stretta intorno alla Sicilia. Due sono i tipi di mafia e l’unica fabbrica operosa di Sicilia è quella dell’antimafia fatta mafia. E’ la madre di tutte le imposture. E’, appunto, un teatrino la cui regia è la malafede e il cui pezzo forte – orgoglio del cartellone – è la pantomima degli inganni.

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di Pietrangelo Buttafuoco

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