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Gli interventi

Sandro Bondi, l'uomo

Moreno Lupi, Pisa

Nelle persone oneste, appassionate, intellettualmente non prone, che credono nel loro sogno/progetto, senza assurgere alle vette del fanatismo, la delusione, il disincanto, il tormento di quello che poteva essere e…

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Roma e decentramento

Bruno Mardegan, Milano

Caro direttore, stiamo assistendo a una sovrapposizione strutturale di fatto sempre più marcata di Roma capitale dello Stato italiano e centro del cattolicesimo. Con la grande popolarità di Papa Francesco…

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Cercacasa
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nuovo cinema mancuso

GIGOLO’ PER CASO

di John Turturro, con John Turturro, Woody Allen, Sharon Stone, Vanessa Paradis, Sofia Vergara
Andrea's Version di Andrea Marcenaro

Entra nel vivo la campagna elettorale, partono le parole d’ordine per le strade e nelle piazze delle grandi città, prendono…

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Bordin Line di Massimo Bordin

E’ difficile pensare che si possa passare una sera allo stadio per vedere giocare a pallone vecchie glorie e gente che notoriamente non sa farlo.

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Piccola posta di Adriano Sofri

Leggo del numero crescente di giovani del mondo convinti che il mondo sia governato dagli Illuminati. Lo leggo mentre soggiorno…

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Preghiera di Camillo Langone

In cosa crede chi dice di credere? Non si crede in Dio se non si crede nel decalogo dato a…

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Il riempitivo di Pietrangelo Buttafuoco

In Russia, dunque, c’è una scuola di guerra per bambini e l’opinione pubblica occidentale non può che inorridire.

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la giornata
Speciale online flash 17:30

Decreto Irpef, arriva la firma di Napolitano dopo l'incontro con Padoan

Il Colle nutriva dubbi sulle coperture per l'attuazione del provvedimento. Il ministro: "La finanza al servizio di impresa e lavoro"

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha controfirmato il decreto Irpef dopo aver incontrato il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan al Quirinale. Il tema dell'incontro ("uno scambio di opinioni", secondo un comunicato del Colle) è stato quello delle coperture per l'attuazione del decreto, che prevede anche il bonus da 80 euro di cui dovrebbero beneficiare circa 10 milioni di italiani. I dubbi di Giorgio Napolitano si concentravano sui numeri riportati dal decreto per il rilascio del bonus. Dubbi che tuttavia non erano limitati al Colle. Stamani, il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, in merito al documento approvato in parlamento, si era rivolto proprio al Quirinale.

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Speciale online flash 11:10

Mogherini e Pinotti sui marò: "Si apre la fase dell'arbitrato internazionale"

Proposta l'istituzione di una commissione di esperti con carattere giuridico per risolvere la questione dei fucilieri in India

Per la soluzione del caso dei due marò "si apre la procedura internazionale": lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, nel corso di un'audizione alle commissioni Difesa ed Esteri congiunte di Camera e Senato a palazzo Madama. "Siamo usciti dalla fase negoziale e siamo passati in una fase in cui si avvia uno scambio di punti di vista" tra le autorità italiane e indiane, attraverso
l'istituzione di una commissione di esperti con carattere giuridico", ha spiegato Mogherini. "Nel caso non si arrivi a una soluzione concordata, si procederà al vaglio degli strumenti preposti alla risoluzione delle controversie internazionali". Il governo italiano ha inviato a New Delhi "la richiesta di avvio di questa fase nuova, si tratta di uno scambio di punti di vista ed è il primo passaggio verso tutte le strade del diritto internazionale", ha sottolineato la titolare della Farnesina.

Guarda anche il video commento di Giuliano Ferrara su Radio Elefante I marò a casa subito

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Speciale online 14:00

La controffensiva di Kiev arriva a Slovyansk

L’esercito ucraino ha iniziato giovedì mattina un’operazione militare contro le milizie separatiste che da settimane occupano gli edifici governativi di molte città nell’est del paese. L’esercito ha attaccato alcuni blocchi stradali presidiati dalla milizie Slovyansk, dove i separatisti hanno una delle loro roccheforti e dove martedì scorso sono stati ritrovati i cadaveri di due uomini di cui uno, “brutalmente torturato”, era quello di Volodymyr Rybak, un politico locale appartenente allo stesso partito del presidente ad interim Oleksander Turchynov. Secondo il ministero dell’Interno ucraino cinque miliziani separatisti sono stati uccisi.

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Speciale online 16:50

Micronesia contro il resto del mondo (atomico)

Le Isole Marshall porteranno davanti alla Corte internazionale di Giustizia dell'Aia le grandi "potenze nucleari" mondiali. Lo stato micronesiano ha infatti denunciato le cinque storiche sorelle atomiche, Stati Uniti, Cina, Francia, Regno Unito e Russia e tutti gli altri paesi che hanno dichiarato il possesso della bomba atomica, India, Pakistan, Corea del nord e Israele (nonostante il governo non abbia mai confermato di possedere un arsenale nucleare) per "flagrante negazione della giustizia umana", come riporta il Guardian.

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Sciopero dallo sciopero

La riforma (mutilata) del lavoro avanza, Cgil boriosa ma in ritirata

Primo sì al dl Poletti. La Camusso si aggrappa ancora Pd anti renziano, nel suo sindacato crescono le fronde

La Cgil si fa forte della convergenza di idee e di intenti con l’ala minoritaria del Pd, conservatrice rispetto alla rupture sul lavoro e sulla concertazione inaugurata dal premier Matteo Renzi. Così il decreto del ministro del Lavoro Giuliano Poletti, primo tassello del Jobs Act che poi prenderà definitvamente corpo nel disegno di legge delega (ieri bersagliato dalla Cgil in audizione alla Camera), è stato annacquato. Il tutto grazie a una forte “presenza filo-sindacalista” nel gruppo del Pd (16 deputati su 21) in commissione Lavoro della Camera, presieduta dall’ex cigiellino e già ministro del Lavoro prodiano Cesare Damiano.

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di Alberto Brambilla   –   @Al_Brambilla

Smorza Italia

Se Bondi si sia fatto sfuggire, o no, il pensiero remoto del Cav. renziano

Breve viaggio nel partito berlusconiano seppellito da un’improvvida letterina di Bondi. “Mettiamo che abbia ragione”

Dice Paolo Romani: “Mettiamo che Bondi abbia ragione. Mettiamo che davvero Berlusconi voglia prenderci tutti a calci nel sedere, tutti noi che siamo dentro Forza Italia, per sostituirci con dei piccoli cloni di Renzi”. Mettiamo. “Ecco. La premessa è che Berlusconi prima o poi si scoccerebbe pure dei cloni di Renzi, perché lui è fatto così. Ma comunque sia, ammesso che sia vero quello che dice Sandro, la domanda è una sola: ma le pare che uno va a scriverlo in un letterina alla Stampa alla vigilia delle elezioni?”.

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di Salvatore Merlo   –   @SalvatoreMerlo

Speciale online 10:45

Ratzinger: "Ecco chi era Giovanni Paolo II"

L'intervista al Papa emerito, già riportata dal Foglio, fa ora il giro del mondo

“Giovanni Paolo II non chiedeva applausi, né si è mai guardato intorno preoccupato di come le sue decisioni sarebbero state accolte. Egli ha agito a partire dalla sua fede e dalle sue convinzioni ed era pronto anche a subire dei colpi. Il coraggio della verità è ai miei occhi un criterio di prim’ordine della santità”. Tra tutti i commenti e contributi di queste ultime settimane sull’ormai imminente canonizzazione di Giovanni Paolo II (che sarà fatto santo assieme a Giovanni XXIII domenica prossima in piazza San Pietro), spicca quello - riscoperto in questi giorni dai media stranieri - di colui che fu per più di vent’anni il suo braccio destro: Joseph Ratzinger. Benedetto XVI, oggi Papa emerito, ha concesso lo scorso gennaio una lunga intervista al vaticanista polacco Wlodzimierz Redzioch – curandone personalmente la traduzione in italiano – apparsa nel libro “Accanto a Giovanni Paolo II – Gli amici e i collaboratori raccontano” (Ares) di recente pubblicazione.

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Il soldato Ryan

Numeri. Storie. Esoneri. Rivoluzioni. Come Ryan Giggs può restituire un nuovo colore al marchio decadente del grande Manchester United

L’ultima partita del Manchester United di Alex Ferguson, l’allenatore che in ventisette anni ha riscritto la storia del club inglese e del calcio internazionale, si è giocata in trasferta contro il West Bromwich, nel maggio del 2013. E’ finita 5-5. “Pazzesca, fantastica, divertente, eccessiva”, la definirà lo stesso Ferguson nella sua autobiografia. Paradigmatica, anche. C’è un episodio di quella partita che riletto oggi suona cinicamente beffardo. Due settimane prima, il manager scozzese aveva annunciato che si sarebbe ritirato. Dopo due Champions League, 13 campionati, 9 tra FA Cup e coppe di Lega, vari altri trofei e un intero settore dello stadio Old Trafford dedicato a lui, avrebbe lasciato il posto a un altro scozzese, l’allenatore dell’Everton David Moyes.

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di Piero Vietti   –   @pierovietti

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