IL FOGLIO .it - Direttore Giuliano Ferrara

Il machete, l'islam
e Notre Dame

In nome di Allah

Una mannaia a Londra: “Non smetteremo mai di combattervi”

Woolwich è una di quelle aree della grande Londra che si illuminano soltanto di nero, centri una volta gloriosi, quando ancora c’erano le fabbriche – qui c’era la Siemens negli anni Sessanta e c’era l’arsenale reale, che s’affacciava sul Tamigi – e che oggi sono svuotati. Si riempiono della disperazione delle guerriglie giovanili, come nelle “London riot” del 2011, palazzi dati alle fiamme, negozi sott’attacco.

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Il suicidio-manifesto di Venner, che protestava contro gli “invasori” islamici

La decapitazione a colpi di machete di un soldato britannico, segue di un solo giorno il suicidio-manifesto nella cattedrale di Notre Dame di Dominique Venner, l’intellettuale francese della destra tradizionalista che ha voluto così “risvegliare le coscienze assopite”, ha lasciato scritto, mentre l’Europa e l’occidente si arrendono all’annientamento, rappresentato ai suoi occhi dal matrimonio gay ma soprattutto dagli islamisti “invasori”.

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L’educazione all’apocalisse del suicida a Notre Dame

"Ah la décadence!”. Pierre Drieu La Rochelle se la immaginava con i soldati tedeschi che dilagavano tra la Somme e l’Oise. Per Dominique Venner, la decadenza era la decomposizione dell’Europa sotto la minaccia dell’islamizzazione e gli eccessi del postmoderno (fra cui il matrimonio gay).

di Giulio Meotti

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Il Foglio Social
hyde park corner Il predellino dei lettori del Foglio.it

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Gli interventi

Non se ne può più!

Giannetto Forti

Governi che non decidono, sindacati che pensano solamente ai loro interessi e non concludono niente, opere pubbliche interrotte che non si decide una buona volta di buttare a mare i…

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Un crescendo rossiniano

Giovanni Marcuccio

Lo confesso sono preoccupato, hanno cominciato con Feltri, che da buon leghista li ha mandati al diavolo con tutto l'ordine dei giornalisti. Ma mentre altri giornalisti possono tranquillamente sbeffeggiare o…

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Cercacasa
Ce la faremo? Concorso di idee


Il concorso è terminato mercoledì 22 maggio alle ore 23.59. Sul Foglio in edicola venerdì sarà proclamato il vincitore e saranno pubblicati i nomi di tutti i partecipanti.
Qui potete leggere tutti gli interventi dei lettori. [continua a leggere]

nuovo cinema mancuso

IL GRANDE GATSBY

di Baz Lurhmann, con Leonardo DiCaprio, Carey Mulligan, Tobey Maguire
Andrea's Version di Andrea Marcenaro

Pochi sanno che Ronaldo de Assis Moreira, il grande calciatore conosciuto con il nome di Ronaldinho, negli anni in cui…

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Manuale di conversazione di Andrea Ballarini

I leccaculo

Sono ovunque, sul posto di lavoro, a scuola, per la strada, persino in famiglia. Piaga sociale o caratteristica antropologica?. Comunque la vediate, eccovi alcune considerazioni imperdibili da rivendere prontamente sui leccaculo

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Preghiera di Camillo Langone

In difesa del sacro. Sacro è ciò su cui il mondo non ha potere: uno spazio extraterritoriale ed extratemporale al…

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Il riempitivo di Pietrangelo Buttafuoco

Dominique Venner che ha schifato il mondo suicidandosi a NotreDame viene schifato oggi dal bel mondo in conseguenza di un suo vizio d’origine: essere stato un reazionario, perfino un parà.

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la giornata

I convertiti dei servizi

Gli assassini del soldato a Londra avevano complici, programmi di viaggi per il jihad, un imam radicale di riferimento e naturalmente erano conosciuti dall’MI5. Come Merah in Francia e i fratelli ceceni a Boston

Ieri fonti del governo britannico hanno confermato al Times di Londra che i due arrestati per l’uccisione in strada del  soldato Lee Rigby erano conosciuti ai servizi segreti che si occupano della sicurezza interna (MI5). Uno dei due è stato identificato dai suoi ex compagni di scuola come Michael Adebolajo, 28 anni, con passaporto britannico e origini nigeriane, grazie al video in cui rivendica l’uccisione davanti al telefonino di un passante. Il secondo assassino è anche lui inglese con origini nigeriane secondo fonti di polizia, ma la sua identità non è ancora conosciuta. I nomi di entrambi compaiono in diverse “operazioni antiterrorismo del MI5 ma nessuno dei due era considerato una figura chiave nei piani di attentati indagati”.

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di Daniele Raineri   –   @DanieleRaineri

L'uno-due della magistratura

Mediaset, per i giudici Berlusconi "gestì un'enorme evasione fiscale"

La replica del Cav.: "Mai avuto conti all'estero. Continuano gli attacchi contro di me"

"Un micidiale uno-due che tuttavia non determina cambiamenti nella linea seguita nelle ultime settimane: continuano gli attacchi contro di me per eliminarmi dalla scena politica, ma tutto ciò non avrà effetti sulla tenuta di governo e maggioranza, l'unica soluzione possibile e soprattutto necessaria in questo momento per il bene del Paese, anche perché alla fine emergerà la mia innocenza". Sono state queste le parole del leader del Pdl Silvio Berlusconi che, rientrato a Roma in vista del comizio con cui domani sera concluderà la campagna elettorale di Gianni Alemanno, ha commentato le decisioni prese dai giudici della Corte d'Appello e della Corte di Cassazione sui casi Mediaset e Ruby.

Leggi anche Cassazione: "Le richieste di Berlusconi sono stumentali e dilatorie"

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La nuova lotta di classe europea

L’egemonia moralista tedesca e la guerra tra chi spreme la macchina degli stati e chi ne paga le spese

Per l’Italia il debito pubblico, una cui porzione significativa (il 38 per cento circa del pil) continua a essere detenuta all’estero, è diventato ormai, con la deflazione padrona dell’economia e il tessuto produttivo sempre più compresso e lacerato, il tema cruciale su cui si misura la politica: strategie, obiettivi, alleanze. Al posto della convergenza verso politiche di bilancio e fiscali allineate e sincrone, come credevano i suoi architetti, la moneta unica porta agli stati che la condividono una divergenza verso due punti focali contrapposti che identificano due gruppi speculari con interessi antitetici: i debitori verso l’estero, quasi sempre con partite correnti in disavanzo, e i creditori, in sistematico surplus commerciale.

di Antonio Pilati

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Miracoli a Bologna

Quello che i giacobini contrari alle scuole paritarie non sanno della storia della loro città

Il Papa, alcuni giorni fa, ha raccontato un episodio accaduto in Argentina, di una bimba di 7 anni ammalata cui i medici davano poche ore di vita, guarita tra lo stupore dei medici dopo che il padre era corso a pregare al Santuario mariano di Lujan: “Questo succede ancora, eh? I miracoli ci sono!”. Effettivamente ai miracoli ci crediamo un po’ tutti: quando arriva una malattia grave, quando desideriamo fortissimamente qualcosa, viene spontaneo affidarsi a Dio. Ci sembra normale, giusto, insomma, che Dio, che è Padre, debba talora intervenire per cambiare il corso delle cose.

Leggi anche Cazzola La trappola dei mozzorecchi di Bologna contro gli asili (e il Pd)

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di Francesco Agnoli

Dire cosa (come?)

Della comunicazione incomunicabile e scomunicabile. Nuova tragicommedia a 5 stelle

Più la comunicazione si fa incomunicabile per volere dei supremi comunicatori, più c’è bisogno di comunicare il comunicabile per non vedersi mal comunicati. E più ci si impone di comunicare solo il comunicabile, deciso dai supremi comunicatori, più la comunicazione incomunicabile, nel senso di non-comunicabile (pena la scomunica), diventa imprescindibile. Come comunicare, dunque?, si devono essere infine chiesti i componenti a cinque stelle dello staff Comunicazione della Camera, scelti sulla fiducia dai supremi comunicatori Grillo & Casaleggio e autori di una mail riservata, finita su Europa e poi su tutti i giornali, in cui si consigliava vivamente ai deputati del M5s di avvalersi dell’accompagnamento del suddetto staff durante le interviste.

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di Marianna Rizzini

Assemblea di Confindustria

"Coraggio e rinnovamento per tornare a crescere". Squinzi detta la linea per la ripresa

"L'assenza di lavoro è la madre di ogni male sociale". E ancora: fisco, crescita e rinnovamento

Disagio sociale ed economico e incapacità della politica di dare risposte. Questa la morsa entro cui si muove oggi l’Italia per il Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, intervenuto oggi nel corso dell’assemblea pubblica dell’associazione. “La tenuta del tessuto sociale è messa a dura prova” – ha esordito Squinzi – perché “da un lat oil diagio sociale ed economico ha alimentato una rabbia diffusa contro la politica; e dall’altro la politica, invece di rispondere con una scatto d’orgoglio e rinnovamento, si è persa in tatticismi”.

Brambilla Giù dal carrozzone piagnone

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