I grillini e la stanza dei bottoni

Le citazioni inappropriate di Beppe Grillo 

I grillini e la stanza dei bottoni

Beppe Grillo (foto LaPresse)

“Si vuole tenere il popolo lontano dalla stanza dei bottoni, mentre noi vogliamo dare una stanza dei bottoni a ogni cittadino”. Grillo forse, citando una espressione coniata da Pietro Nenni nel 1962, avrà pensato di fare sfoggio di cultura politica mentre avrebbe dovuto domandarsi perché quella immagine ormai non la usi più nessuno. Nenni era un eccellente propagandista, aveva fiuto per i mutamenti dello spirito del tempo e quello era il tempo della conquista dello spazio, della nascita del comando a distanza – il bottone da premere – e dell’automazione. Grillo è pure un abile propagandista, almeno abbastanza da cogliere l’analogia dei tempi, ma Nenni era anche un grande politico, e onesto, capace di ricredersi e capire i propri errori. In quel caso ci vollero sei anni, quando nel mitico 1968 cominciò a riconoscere che in quella stanza i bottoni non c’erano, anzi non c’era nemmeno la stanza. Il governo è una cosa più complicata di premere un bottone, lo aveva subito avvertito Lelio Basso, un socialista rivoluzionario che accarezzava il sogno della democrazia diretta ma non era un cialtrone. Oggi nessuno più parla di stanze e di bottoni, piuttosto vanno di moda le cabine di regia. La stanza nella quale Grillo vuole confinare ogni cittadino è in realtà il tinello di Napalm 51.

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  • efis.loi

    18 Aprile 2017 - 19:07

    Ma dai, diciamocelo. Quando votano tutti, alla lunga, ma non tanto, votano cialtroni. Attivo e passivo l'elettorato.

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  • Enzo.

    16 Aprile 2017 - 23:11

    "Non ci hanno fatto entrare nella stanza dei bottoni" dicevano molti socialisti nel 1968, per spiegare "il fallimento delle speranze del centrosinistra". E Nenni, come ricorda Bordin, avrà voluto correggersi e spiegare che "il governo è una cosa ... complicata". Ma fu per entrare nella stanza dei bottoni che le brigate rosse rapirono l'onorevole Moro.

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  • luigi.desa

    16 Aprile 2017 - 12:12

    Bordin ricordando un politico socialista afferma 'non era un cialtrone' ,un complimento.Ma cialtrone dovrebbe divenire la parola d'ordine nella battaglia verso i grillini. L'insulto abbonda sulle le loro bocche ed ancora non ho sentito alcuno rispondere colpo su colpo ,sono cialtroni dicono delle cialtronate hanno comportamenti da cialtroni a ripetizione come ripetitivi sono le loro querimonie .E' come lo sketch con Totò " " Totò per non ti sei difeso ?"solita contorsione di capa e aria da furbo " Volevo vedere dove voleva arrivare ". Stanno arrivando in alto i movimentisti con Grillo che ha indovinato la 'mossa , molto più bravo della sciantosa di turno ( il Cav che da anni sta lottando all'arma bianca contro il Pd ed ha totalmente dimenticato Grillo tanto da fargli da damigella nel referendum costituzionale).

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  • guido.valota

    16 Aprile 2017 - 09:09

    Che poi, se c'è qualcuno che tiene il popolo chiuso fuori dalla stanza dei bottoni, e non si tratta solo una cabina di regìa, nella quale si è invece asserragliato e alla quale non permette a nessuno l'accesso, è proprio il Führer Grillo tra i server e i software della Casaleggio..

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