Musei digitali

Alberto Brambilla

Big data e intelligenza artificiale possono aiutare le gallerie capitoline a gestire i visitatori 

I musei hanno il problema di prevedere il numero di visitatori e relativi guadagni, quelli capitolini non fanno eccezione. La neozelandese Dexibit usa big data e intelligenza artificiale per permettere ai musei di sapere di più sui visitatori e realizzare piani per soddisfarli. La tecnologia è in uso alla National Gallery (Londra) e allo Smithsonian (Washington). Sul sito dexibit.com l’assessore Bergamo può chiedere una demo.

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  • Alberto Brambilla
  • Nato a Milano il 27 settembre 1985, ha iniziato a scrivere vent'anni dopo durante gli studi di Scienze politiche. Smettere è impensabile. Una parentesi di libri, arte e politica locale con i primi post online. Poi, la passione per l'economia e gli intrecci - non sempre scontati - con la società, al limite della "freak economy". Prima di diventare praticante al Foglio nell'autunno 2012, dopo una collaborazione durata due anni, ha lavorato con Class Cnbc, Il Riformista, l'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI) e il settimanale d'inchiesta L'Espresso. Ha vinto il premio giornalistico State Street Institutional Press Awards 2013 come giornalista dell'anno nella categoria "giovani talenti" con un'inchiesta sul Monte dei Paschi di Siena.