Una fogliata di libri

Linee parallele

Gaia Montanaro

La recensione del libro di Edward St Aubyn edito da Gramma Feltrinelli, 288 pp., 19 euro

"Sebastian rimase immobile, perfettamente scisso, o imperfettamente scisso. Essere scissi era imperfetto e quindi essere perfettamente scissi era ancora più imperfetto. Stessa differenza”. La vita di Sebastian è una delle due linee parallele che tracciano questa storia. Quarantenne affetto da schizofrenia, l’uomo è ricoverato in un reparto psichiatrico, a seguito di una grave crisi psicotica, ed è seguito dal suo medico di fiducia – il dottor Martin Carr. La mente di Seb va a mille all’ora, traccia associazioni tanto improbabili quanto sorprendenti, affiancando deliri apparentemente slegati dal reale a fulminei pensieri lucidissimi. Un ragazzo dalla mente brillante a cui “non è stata concessa una normale infelicità”. Il dottor Carr, che lo ha in cura da anni e che cerca di barcamenarsi nella mente di Sebastian, scopre di avere un segreto che lo lega al suo paziente. La figlia adottiva di Carr – Olivia – è la sorella biologica di Sebastian. Olivia è la seconda delle due linee parallele. Ha studiato a Oxford epigenetica e ora sta realizzando una serie per la Bbc sulle sei cause più probabili della prossima grande estinzione. Una vita altolocata e da intellettuale, con un marito botanico e un figlio piccolo. Frequentazioni borghesi e colte come quella con la sua miglior amica malata di tumore e il marito, magnate incapace di stare vicino alla donna in questo momento di sofferenza.

 

Il dottor Carr deve decidere se rivelare il suo segreto, mentre le vite di Sebastian e Olivia corrono veloci e parallele, animate da problemi sideralmente distanti tra loro ma comunque difficili da gestire. I personaggi di Edward St Aubyn sono tutti colti e intelligenti ma, si sa, l’intelligenza non dà allegria. Vivono vite frammentate e isolate. Lo è esteriormente e in modo eclatante a vita di Sebastian, irregolare e difficilmente decodificabile, ma lo è altrettanto – seppur in altra declinazione – quella di Olivia. Un tratto più leggero e venato di critica sociale attraversa il romanzo, abitato da istanze del presente (soprattutto legate alla politica britannica) declinate sempre in una chiave elitaria. Le parole sono affilate, a volte escludenti ma sempre esatte. Tutto appare costruito in modo millimetrico e sotto controllo. Il controllo che cercano Seb, Olivia, il dottor Carr e gli altri. Ma la vita sfugge sempre e scombina i piani. A volte persino riesce ad avvicinare – contro ogni logica fisica – due linee parallele. “Siamo partiti in direzioni opposte e abbiamo camminato intorno al mondo fino a incontrarci”.

 

Edward St Aubyn
Linee parallele
Gramma Feltrinelli, 288 pp., 19 euro

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