Una fogliata di libri

Ilaria nella giungla

Matteo Moca

La recensione del libro di Ilaria Camilletti edito da Accento edizioni, 264 pp., 18 euro

Quand’è che si smette di essere bambini? O meglio, quando ci si accorge di entrare nel mondo adulto? Momenti certamente importanti sono l’esame di maturità, l’inizio o la fine dell’università, quando si lascia la casa dei propri genitori, ma forse, più di ogni altra occasione, quel momento, per molti atteso, per altri aborrito, arriva quando si comincia a lavorare, a confrontarsi con il mondo per poter sopravvivere, volenti o nolenti, quando si entra in contatto con sconosciuti che saranno i capi o i compagni di questa nuova fase dell’esistenza. Ruota proprio attorno a questo momento il romanzo d’esordio della ventenne Ilaria Camilletti, un viaggio sgangherato in un strambo bar di Ostia dove lavora Ilaria che, dopo il diploma, in dubbio sul suo futuro e su quale “animale della giungla” potrà essere da grande, decide di passare le sue giornate a servire pizze, cibo etnico e una pasta speciale per il figlio del suo capo, Davide. Ilaria nella giungla prova a sfidare le norme del romanzo italiano contemporaneo, soprattutto se ci si riferisce agli esordi, scegliendo da un lato di mettere in scena il proprio io attraverso le forme della più classica auto-fiction, ma nello stesso tempo rifuggendo dai topoi di queste narrazioni adottando un filtro non molto comune nella narrativa italiana, quello della commedia.

 

Uno dei pregi del romanzo, oltre a quello di una lingua movimentata che corre tra l’italiano sghembo e multiculturale dei dipendenti del bar, il romanesco di Davide e la lingua più o meno standard della protagonista, ma anche tra registri diversi come testimonia plasticamente il passaggio nei capitoli tra pagine comiche e liriche di stampo quasi infantile-esistenzialista, è quello di non prendere mai troppo sul serio la sua materia, ma assecondare sempre un gusto del racconto rapido e genuino che diventa marchio peculiare di un libro che parla, in maniera autoriale, a giovanissimi lettori (ma non solo a loro). Nella vita complicata di Ilaria, nella relazione complessa e tenera con i suoi colleghi (come con il burbero e “schizzato” barista Sayed), nei turni di lavoro tempestati di imprevisti, errori e tenerezze, nel rapporto curioso e via via sempre più importante con Davide e i suoi compiti per le vacanze, nelle poesie della piccola Viola colpita da disturbi alimentari e nei tanti altri elementi che compongono questo romanzo brilla il talento di Camilletti che prende e stravolge le forme del romanzo di formazione costruendo una storia di trasformazione che prova a dare una risposta al vuoto che separa l’adolescenza e l’età adulta. “Per questa stessa fobia della stasi ho lavorato questa estate: per sentire che stavo facendo” pensa la protagonista che in questo “fare” cerca proprio di scoprire sé stessa attraverso un’immersione totalizzante nel mondo.

 

Ilaria Camilletti
Ilaria nella giungla
Accento edizioni, 264 pp., 18 euro

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