una fogliata di libri

Nirvana

Andrea Frateff-Gianni

La recensione del libro di Tommy Wieringa edito da Iperborea, 544 pp., 21 euro

Hugo vive ad Amsterdam. Medita. Non dipinge più. Da quando la sua compagna lo ha lasciato vive un profondo smarrimento, galleggiando in un presente svuotato, scandito da gesti ripetuti, vacui, che hanno perso ogni tipo di senso. E’ un pittore di successo, almeno sulla carta: mostre, cataloghi, una reputazione che continua a circolare anche ora che il suo mondo si è spezzato. Nato in una facoltosa famiglia di petrolieri conservatori e antiambientalisti non si è fatto mai troppe domande sull’origine della fortuna su cui poggia le basi la sua intera esistenza. Il denaro è sempre stato lì, come un dato naturale, un fondale stabile che non richiede spiegazioni. Nirvana, l’ultimo romanzo dello scrittore olandese Tommy Wieringa, parte esattamente da qui. Al centro della storia c’è Willem, il nonno centenario di Hugo: ingegnere civile, innovatore tecnologico, che ha costruito il proprio nome nome e il proprio patrimonio in maniera controversa e ambigua. Ha alle spalle un passato oscuro in Venezuela, un processo per coinvolgimento con i nazisti, una tardiva adesione alla Resistenza e una versione dei fatti che la famiglia ha sempre preferito considerare definitiva. L’innesco narrativo scatta quando Hugo incontra uno scrittore, che di nome fa curiosamente Tommy Wieringa, impegnato a scrivere un libro proprio su Willem. Alla base del suo lavoro sembrano esistere dei diari che il nonno di Hugo ha tenuto per anni. Quaderni manoscritti, appunti regolari, cronache di guerra e di lavoro, annotazioni su spostamenti, incontri, decisioni. Di quei diari si è a lungo persa traccia anche se in realtà sono stati custoditi gelosamente da Beth, ex governante della famiglia e figura centrale nella vita di Hugo, nonché madre affidataria dello stesso Wieringa. E’ attraverso di lei che il materiale riemerge e diventa accessibile, mettendo in discussione la versione ufficiale della storia familiare e aprendo il vero fronte narrativo del romanzo. Tra scoperte e colpi di scena, citazioni del futurismo e della filosofia zen, Wieringa firma così un romanzo ambizioso e stratificato che utilizzando una complessa vicenda familiare si interroga su alcune grandi contraddizioni del nostro presente estremista e populista. Al centro della scena troviamo infatti temi importanti come l’analisi del rapporto tra progresso e distruzione, la rimozione della colpa storica e l’eredità morale trasmessa assieme alla ricchezza. Il risultato è sorprendente e la prosa, pur risultando a tratti spigolosa, conferma Wieringa come una delle voci più acute e lucide in circolazione. 

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