UNA FOGLIATA DI LIBRI
La vita giovane
La recensione del libro di Mattia Insolia edito da Mondadori, 384 pp., 20 euro
La vita giovane di Mattia Insolia è un romanzo dei trent’anni, di quel momento della vita in cui ci accorgiamo che alcune porte si sono chiuse per sempre, e non sappiamo perché, ed è il perché che, per qualche anno, cerchiamo. E’ la storia di un gruppo di amici del liceo, Teo, Sofia, Giorgio, Matilde e Marta, che si riuniscono in occasione del matrimonio di due di loro, Giorgio e Matilde, coppia antichissima formatasi proprio a scuola. Le vicende – del gruppo ma anche dei singoli e di quello che hanno fatto negli anni in cui si sono persi di vista – sono narrate da Teo, il protagonista, che ritorna a casa dopo una lunga assenza. Il romanzo è ambientato in un paese della provincia italiana che potrebbe essere ovunque – chiamato Foro – e il piano temporale presente si alterna alla ricostruzione degli ultimi anni di scuola superiore e dell’evento che ha portato al disfacimento drammatico dei loro legami.
Nel presente, Teo arriva a Foro da Milano, dove fa il copywriter e vive in un monolocale; si percepisce che il ritorno a Foro lo opprime da una parte ma gli dà ossigeno e statura dall’altra, come se solo tornando a casa Teo riprendesse a essere sé stesso. La madre è malata di Parkinson e il padre gestisce la cosa come può, tentando un dialogo superficiale ma affettuoso con il figlio. La villetta in cui è cresciuto è asfittica – il box doccia stretto come Teo non lo ricordava, la porta della camera della madre il varco per un buco nero di sentimenti irrisolti, veri e propri segreti, e una insanabile difficoltà a dire e dirsi le emozioni. Come ai tempi della tarda adolescenza, Teo si ritrova quindi a passare molto tempo fuori casa e a rintracciare le traiettorie di vita degli amici, cercando di capire come mai, anche per loro, le cose non sono andate come si auguravano da ragazzi. Una frase ricorsiva puntella questa ricerca: “Che fine hanno fatto i sogni che sognavamo?”. Per ognuno la risposta è diversa, e a condurre il lettore è sempre la voce di Teo, che mantiene efficacia anche quando narra le vite degli altri, come se la loro fosse davvero la storia di un unico organismo, un organismo giovane che incontra ostacoli e attriti, che accelera, ma che poi trova un ritmo medio, di gruppo. La vita giovane è quella di tutti loro, raccontata per spiegare come sono arrivati qui e soprattutto cosa fare da qui in avanti. E’ necessario fare un preciso post mortem dei sogni passati per poterne concepire altri, di più adulti, di più reali; piangere la fine della vita giovane per poter finalmente iniziare a vivere.
Mattia Insolia
La vita giovane
Mondadori, 384 pp., 20 euro
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