una fogliata di libri

Monique evade

La recensione del libro di Édouard Louis, La nave di Teseo, 144 pp., 18 euro

Edouard Louis è uno dei più brillanti scrittori francesi contemporanei e, a 33 anni, è fra i più bravi nella scrittura autobiografica, non solo in Francia. Il suo ultimo libro, Monique evade, come gli altri è una sintesi di memoir, osservazioni sociologiche sintetiche ma implacabili, ed emotività. In questo, più che in altri libri, è forte l’elemento di emotività – in alcuni punti è commovente – ma non rischia mai il patetismo: “Poiché ho sofferto durante l’infanzia ho scritto dei libri che mi hanno causato conflitti con la mia famiglia ma questi paradossalmente mi stavano permettendo di aiutare mia madre a fuggire e a reinventarsi (…) non ho mai conosciuto una libertà che non fosse anche uno sradicamento dalla violenza”.

Monique evade racconta il secondo atto della storia di liberazione della madre. Liberazione dagli uomini che l’hanno oppressa, emancipazione dall’obbligo di dover sempre averne uno vicino. L’obbligo di avere un carnefice è legato alla sopravvivenza, se non si hanno risorse economiche, né immaginazione – perché l’emarginazione economico-sociale restringe gli orizzonti del possibile. Questo è il grande tema di Edouard Louis: “Quando loro [le classi privilegiate] dicono che non gli resta più niente, gli resta sempre qualcosa, gli restano i diplomi (…) la cultura, qualche spicciolo, delle relazioni che li aiutano, la volontà conferita dai privilegi”. Il tema di Louis è l’immateriale garantito dal materiale. La violenza di classe che è anche non poter più godere delle stesse cose, la separazione dalla famiglia di origine.

La liberazione raccontata in Monique evade è la liberazione da “Quello”, l’uomo violento con cui la donna ha convissuto a Parigi dopo essere riuscita a lasciare il padre dell’autore. Dopo aver pensato che era finita, di essere libera. “Quello” è un uomo insignificante, un viatico della violenza di genere e di classe. 

E’ il secondo libro dedicato alla madre dopo Lotte e metamorfosi di una donna (Nave di Teseo, 2021), che a sua volta seguiva il breve Chi ha ucciso mio padre (2018), il più saggistico dei suoi libri, in cui ricostruiva, tenendo a freno la rabbia, le precise politiche che avevano portato il padre a perdere la salute per il lavoro, e infine il lavoro. 

Monique evade è anche una carrellata di improbabili prime volte: “quando pensiamo all’espropriazione, alla povertà, pensiamo alla difficoltà di comprare (…) ma non pensiamo ai sapori, agli odori, alle sensazioni mai provate”. Risulta evidente, quasi carnale, in Louis, che “se la libertà non è una rivincita allora non è una libertà”. (Raffaella Silvestri)
  

Monique evade
Édouard Louis
La nave di Teseo, 144 pp., 18 euro