una fogliata di libri
Esistenzialisti e mistici
La recensione del libro di Iris Murdoch, edito da Bompiani, il Saggiatore, 700 pp., 29 euro
Perché riproporre di nuovo, a vent’anni dalla prima versione italiana e a dieci dall’ultima, una nuova edizione di Esistenzialisti e mistici, la raccolta (quasi) completa dei testi filosofici e di critica letteraria di Iris Murdoch? A parere di chi scrive, la risposta è semplice: perché Murdoch è stata poco letta in Italia – se non in determinati circoli, a partire da quelli della sua benemerita alfiera, Luisa Muraro –, e perché il tempo trascorso non ha tolto niente alla sua lezione, anzi. Perché gli scritti di Murdoch sono una grande difesa della filosofia e della letteratura in un tempo che pensa di poterne fare a meno; una pretesa più evidente oggi di quando lei scriveva, e che perciò rende i suoi scritti ancora più attuali.
Due luoghi comuni hanno in genere ostacolato la ricezione di Murdoch. Uno vuole che sia una “filosofa convertita alla letteratura”; l’altro che – di conseguenza – i suoi romanzi siano opere filosofiche travestite. La realtà è diversa: Iris Murdoch ha sempre avuto un’unica passione, la passione per la verità. Non per una verità astratta, ma per la verità della vita, quella verità che nella vita assume la fisionomia del “bene”, verità che ha perseguito tanto negli studi filosofici quanto nei romanzi. Per documentare questa affermazione occorrerebbero pagine di citazioni; qui è giocoforza limitarsi a poche righe. “Lo scrittore è sempre stato importante, ed è ora essenziale, come portatore di verità e difensore delle parole. Lo scrittore potrebbe rivelarsi alla fine il salvatore della razza umana. Mediante la narrazione di storie, la virtù continuerà a essere rappresentata, nonostante la scomparsa delle vecchie filosofie. La virtù che eccelle gratuitamente ci sorprende nell’arte così come fa spesso nella vita reale. Bisogna essere buoni, senza secondi fini, per ragioni immediate e ovvie, perché qualcuno ha fame o perché qualcuno sta piangendo”.
Intorno a questo perno si snodano innumerevoli dialoghi con i grandi della letteratura e del pensiero, da Platone a Wittgenstein all’amata Simone Weil, da Shakespeare a T.S Eliot e a molti altri. Tutti caratterizzati da una posizione così sintetizzata da Luisa Muraro nell’introduzione: “L’intera filosofia di Iris Murdoch, oso dire, si caratterizza per un’espressione che le è caratteristica, ‘c’è più di questo’: più di quello che possiamo constatare, ma anche, sullo sfondo, più di quello che possiamo mai dirne”. Un’avventura del pensiero in cui la costante consapevolezza del limite non diventa mai obiezione al desiderio di andare oltre.
Una fogliata di libri
Uwe Wittstock racconta "la grande fuga della letteratura"
una fogliata di libri